sabato , 20 Aprile 2019
Roma Fiction Fest: Madoff, Richard Dreyfuss presenta la serie e attacca le banche e Donald Trump (Video)

Roma Fiction Fest: Madoff, Richard Dreyfuss presenta la serie e attacca le banche e Donald Trump (Video)

Richard Dreyfuss ha presentato a Roma la nuova miniserie di Sky Uno Madoff che racconta la storia vera della mega frode finanziaria di Wall Street che ha portato all’arresto di Bernie Madoff  nel 2008 con la pena di 150 anni di carcere. Ecco cosa ci ha raccontato l’iconico premio Oscar americano in una conversazione che lo ha portato ad attaccare prima l’ABC, poi le banche americane e infine il presidente americano Donald Trump.

 

Richard Dreyfuss si è presentato accolto dagli applausi alla presentazione della miniserie Madoff, che andrà in onda il 28 gennaio su Sky Uno, al Roma Fiction Fest (leggi l’intervista ad Annabel Scholey) e ha subito esordito dicendo: “Mi dispiace di non parlare italiano e non poter conversare direttamente”. Un atto di umiltà che difficilmente si nota in personaggi della sua fama”.

 

L’impressione è che i serial abbiano preso il posto del cinema di denuncia degli anni ’70, anche lei la pensa così? Che potenzialità hanno di esplorare temi di cui il cinema non si occupa più?

“La televisione via cavo ha sbloccato i creativi che per 30 anni sono stati incatenati, il cinema americano è diventato un’infinita serie di sequel con effetti speciali. La situazione si è inaridita, mentre il cavo è diventato un terreno fertile dove far crescere un potente impulso creativo”.

Vedendo il film si ha la sensazione che Wall Street non impari la lezione, com’è possibile che il ruolo di controllore di avviso venga fatto da un impiegato senza organi di controllo?

“È possibile perché ormai la responsabilità di quel che si è fatto non esiste più, nessuno confessa più a Wall Street e non c’è interesse nel perseguire queste persone. Non c’è voglia di perseguire la giustizia, non possiamo perseguitare chi commette i reati portandoli in prigione. La stessa settimana in cui Madoff ha confessato i suoi reati, la stessa persona che aveva perseguito Madoff c’erano altri 50 nomi che nessuno ha voluto indagare e perseguire. Da quando Madoff è in prigione ci sono stati molti altri reati, ma nessuno dice basta ora vai in galera. Abbiamo perso la capacità di indignarci e la consapevolezza che possiamo spedire le persone in prigione per i loro reati. Ora confessano davanti al Congresso e vanno avanti. È un’indignazione per la Democrazia Repubblicana”.

Ha incontrato Madoff? Gli spettatori hanno simpatia per un personaggio che ruba comunque ai ricchi.

“Non ho incontrato Madoff, avrei potuto parlarci al telefono ma non ho voluto farlo perché non mi avrebbe mai detto la verità. Mi dispiace che si provi simpatia per lui perché è solo un mostro. Abbiamo realizzato questo film insieme all’edizione notizie della ABC. Loro erano terrorizzati che potessimo fare i nomi delle banche e non lo abbiamo potuto fare perché temevano di essere citati in giudizio. La mia risposta è stata che erano le ultime persone sulla faccia della terra potevano citare in giudizio. Voi dovreste implorare di farvi fare causa dalle banche, da parte loro è stata una mancanza di coraggio e un atteggiamento autodistruttivo che è stato dannoso per la narrazione. Non ci ha permesso di mostrare la portata distruttiva di Madoff. Tutte le banche di Wall Street sapevano. Io ho dovuto interpretare questo uomo in questa maniera perché era affascinante e dolce, usava queste armi per farsi dare i soldi. Il fatto che abbiano censurato i nomi è il nostro fallimento, mi lascia dentro tantissima rabbia. Si sono auto censurati”.

La serie è riuscita a rendere così divertente un argomento ostico per il 90% della popolazione, anche i termini finanziari, ma siamo stati attaccati allo schermo. Ci può raccontare qualcosa della sceneggiatura?

“Il miglior complimento da fare ad uno sceneggiatore è riuscire a semplificare questa storia in modo tale che potesse essere capita dalle persone, anche gli aspetti tecnici. Ma non potrò mai ripetere abbastanza quante restrizioni abbiamo dovuto affrontare, sono contento di aver interpretato questo personaggio. Come cittadino americano sento di aver partecipato ad un atto di codardia, ma io non sono un dipendente della ABC e dico i nomi e voglio che li pubblichiate. Hanno scritto una bella sceneggiatura, ma non accetto il rifiuto di pubblicare il nome delle banche compiacenti ancora esistenti. Dobbiamo porci queste domande. Se loro si guardano indietro a quello che è stato e all’opinione pubblica che cosa pensano? Ormai le persone non si fanno più prendere dalla rabbia, se avessero consentito di fare i nomi sarebbe stato possibile risvegliare la rabbia delle persone. Io quello che trovo osservando il mondo è che non c’è nessun paese dove le persone conservano la capacità di indignarsi, sembra che tutto si sia risolto sulla confessione di Madoff. In realtà lui è solo una piccola parte, è una stronzata. Wells Fargo ha ammesso di aver falsificato la rendicontazione davanti al Congresso, di aver guadagnato milioni e milioni di dollari e nessuno fa niente. C’è anche la City Bank, queste hanno tutte partecipato a queste frodi e bisogna dirlo pubblicamente. Queste persone non vanno portate di fronte ai giudici e in prigione, ma cosa stiamo facendo? Guardo che il mondo occidentale sta crollando sotto il proprio peso ed è un disastro, mi sento come Cassandra che vede il futuro e nessuno mi crede. Ma se non si parla e queste persone non vengono perseguite continueranno a rubare i vostri soldi”.

 

Lei ha fatto dei film straordinari, a quale di questi era legato? Lei ha sbaragliato la concorrenza di John Travolta, Richard Burton, Woody Allen e il nostro Marcello Mastroianni che ricordi ha di quella serata?

“Io non ho mai pensato di battere i concorrenti. Non è questo che fai quando voti all’Academy perché voti per i tuoi amici. Non funziona così, in genere si vota chi ha fatto il lavoro migliore, non ho mai pensato di batterli. Devo dire che è stata un’esperienza meravigliosa che nella mia vita si è verificata troppo presto, avrei voluto arrivasse oggi e non a 27 anni perché ha smussato la mia ricerca dell’eccellenza. Non mi sono mai sentito troppo bene nell’adagiarmi, ho sempre cercato di persuadere e inseguire qualcosa. Mi sono sempre sentito più a mio agio a caccia di qualcosa. Se dovessi mai scrivere un’autobiografia la chiamerei “La Caccia”. Quando pensi o gli altri pensano che tu non devi più dimostrare nulla non è positivo, la recitazione è una parte nobile della mia vita e non la posso sminuire e ne sono profondamente orgoglioso. Ho sempre fatto il lavoro che ho amato, sono tanti i film che ho fatto di cui sono molto contento. Non vi dirò mai il paio di film di cui non sono soddisfatto, non guardo indietro e sono orgoglioso di quello che ho fatto perché ho scelto film che rispecchiassero il mio modo di vedere la vita. Sono felice di quella che è stata la mia vita. Voglio aggiungere che vadano applauditi e celebrati i nomi dei doppiatori che mi danno la voce, voi non ascoltate me ma la voce di un altro brillante e capace attore. Questo va detto e citato, in realtà non è la mia performance. Loro riescono a carpirla, non vedete ¾ della mia performance e vale per Marlon Brando come per chiunque altro, l’attore italiano va citato”.

Lei due giorni fa ha detto che nelle serie oggi rispetto a ieri si aspira a dei finali con il lieto fine. Lei ha parlato delle banche, cosa si aspetta dagli Stai Uniti di Donald Trump?

“Noi abbiamo smesso di educare i nostri figli, non insegniamo più valori e storia. Donald Trump non è che l’inevitabile conclusione della spirale di decadimento che va avanti da 40 anni a questa parte. Lui è la persona più pericolosa che si potesse proporre a guidare questo contesto. Siamo preoccupati perché lui abuserà della rabbia popolare e la utilizzerà in modo sbagliato. Dobbiamo pulire le stalle sono tutti sotto scacco delle grandi banche, ma le cose importanti che vengono citati dal The newyorkese non le capiamo, non capiamo di medio oriente, di Wall Street, ormai abbiamo perso la capacità di analizzare. Non incoraggiamo la gente a rendersi conto che hanno un potere sovrano e non sanno come esercitarlo. Noi guidiamo ad alta velocità su un autostrada e superiamo un incidente che è il nostro paese che sta crollando. Abbiamo perso la capacità di capire he possiamo bloccare tutto questo, i ragazzi che crescono oggi non capiscono che la repubblica sta crollando. Donald è l’esempio della distruzione. Io non sindaco i principi di Donald Trump, quello che io obietto è la sua mancanza di decenza. Lui si è comportato come un ubriaco nel bar, quello che non vorreste mai invitare a cena. Lui l’ha mostrato in modo completo e totale, lui ha abusato maltrattandoci. A voi non è successo di essere assaliti ogni giorno dal suo grottesco comportamento è stato insopportabile. Io sono sicuro che se chiedesse la mano di vostra figlia non la accetterebbe, magari solo qualcuno che vorrebbe diventare tanto tanto ricco. quello che mi indigna è il modo in cui ha trattato il partito. Contesto la sua mancanza di umanità”.

Ci sono dei progetti a cui lavorerà prossimamente?

“Diciamo più o meno che porta sfiga parlare dei progetti futuri, però almeno non sono morto quindi mi vedrete”.

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