La Befana vien di notte scritto da Nicola Guaglianone e con la regia di Michele Soavi vuole essere un film per giovanissimi tutto italiano, ecco cosa ci hanno raccontato i due realizzatori insieme al fantastico cast composto da Paola Cortellesi, Stefano Fresi e Fausto Maria Sciarappa.

Nicola Guaglianone, uno degli sceneggiatori più brillanti e in voga del panorama italiano, dopo aver regalato grandissimi titoli e aver vinto il David di Donatello prova a scrivere un film per bambini che possa diventare un classico. La Befana vien di Notte è un film ambizioso come obiettivo, ma anche nel budget dato che è costato più di 5 milioni di euro.

Un tentativo di riportare in voga uno dei personaggi più importanti della tradizione festiva italiana, che troppo spesso viene ridimensionata rispetto al più famoso a livello globale Babbo Natale. Per riuscire nel compito ha affidato la regia al sempre bravo Michele Soavi, mentre per la protagonista ha scelto personalmente Paola Cortellesi. Il cattivo è invece Stefano Fresi, mentre il cast è completato dal “befano” Fausto Maria Sciarappa e da dei bambini pazzeschi su cui spicca l’ex protagonista di Braccialetti Rossi Cloe Romagnoli. Ecco cosa ci hanno raccontato durante la presentazione a Roma de “La Befana vien di Notte”.

Paola in La Befana vien di notte hai trasformato un insulto sessista in una rivoluzione?

Paola Cortellesi: “Quando Guaglianone me lo ha detto avevo già questo obiettivo e lo abbiamo raggiunto. Quando mi hanno incontrata ero conciata malissimo quindi mi hanno scelto subito (risate ndr)”.

Nicola Guaglianone: “Io amo quando comincio a pensare delle storie trovando contaminazioni tra generi diversi, la Befana è uno dei primi supereroi della nostra infanzia. Ho voluto unirla ai Goonies, ai Gremlins. Ho voluto unire i  film anni ‘80 con la nostra tradizione. Mio papà era un dirigente dell’aeroporto di Roma e ogni 6 gennaio arrivava un aereo come regalo naturalmente, da me la Befana era più importante di Babbo Natale. Lei è sempre stata la più popolare, volevo mettere i ragazzi al centro del racconto e ricevere un’epifania. Non era un regalo materiale quello da fare loro, ma superare le loro paure”.

Michele come hai preso l’idea di fare un film sulla Befana?

Michele Soavi: “Non è stata una mia idea, qualcuno ha detto ad Occhipinti che lo potevo fare solo io e purtroppo mi trovo responsabile  di questo incidente (risate ndr). Essendo poi io radicato come l’Isis con l’horror e il genere è capitato che lo abbia inserito anche in tutto quello che ho fatto”.

Questa è una supereroina perché ha una doppia identità, ma nella tradizione non è così. Tu ti ci senti supereroina?

Paola Cortellesi: “Si mi ci sento. In generale tutte le donne sono supereroine, riescono a fare cos’è incredibili. Questo era interessante perché c’è un doppio ruolo. Deve far fronte anche all’educazione dei bambini e loro sono al centro del racconto principale. La loro crescita, il saper convivere. Iniziano a prendere le misure l’un l’altro, il consiglio della maestra è che individualmente non si combina granché. Bisogna lavorare ins quadra e questo è stato fatto nel racconto”.

È stato complesso diventare la Befana?

Avevamo quasi 5 ore di trucco a volte, è un bell’impegno che è stato reso possibile grazie al trucco speciale di Lorenzo Tamburini. Mi piace moltissimo la mia Befana perché il trucco asseconda tutte le espressioni, è stato divertente e ho avuto la possibilità di farlo. Mi piace alimentare i sogni dei bambini, questo film è dedicato ai ragazzi e sarebbe bello diventasse un classico”.

Sei contenta di essere in sala contro Mary Poppins?

Paola Cortellesi: “Non ho stappato lo champagne sono onesta, Mary Poppins è un’icona mondiale”.

Stefani Fresi: “La befana esiste a differenza di Mary Poppins (risate ndr)”.

Tu l’hai incontrata infatti in questo film Stefano la Befana,  come hai lavorato per questo Mr. Johnny?

Stefano Fresi: “La Befana è sempre stata generosa con le mie calze, le ho svuotate tutte in 5’ (risate ndr). C’è un misto di cattivo alla bond, un po’ Tim Burton e anche lo stregatto di Alice nel mio Mr. Johnny. Mi sono divertito tantissimo perché i ragazzi menano sul serio. Mi hanno fatto cantare, ballare, d’altronde Michele viene dall’horror (risate ndr). Ho fatto babbo natale in spot pubblicitari, ora mio figlio mi ha visto lavorare con la Befana per cui pensa che lo sia davvero”.

Michele ma come avete scelto il naso per la Befana di Paola? Il trucco con le trecce di Stefano?

Michele Soavi: “Cercavamo un naso estremo e che aiutasse a riconoscere Paola, abbiamo fatto tante prove. Il trucco di Stefano è arrivato in Corea, lui doveva essere a metà tra un ammiraglio e un domatore. Fanno parte del cinema visionario e sopra le righe”.

Fausto come andrà avanti dopo questo finale, vi siete sposati?

Fausto Maria Sciarappa: “Pensavo mi dicessi di tenere il vestito da T-Rex (risate ndr). Ci sposiamo, lei non ha altra scelta e io adoro la Befana”.

Gaffe di Piera de Tassi regala una gaffe  :”Ci sarà del sesso con la Befana”

Paola Cortellesi ricorda che ci sono dei piccoli membri del cast e divertita spiega: “L’amore sarà consumato prima di mezzanotte”.

Come la mette adesso con  sua figlia che è piccolina? Crede davvero che sia la Befana?

Paola Cortellesi: “Lei ha seguito tutta la trasformazione per non impressionarla ed è venuta sul set. Lei sa che faccio l’attrice e quindi sono cose  finte. Sto interpretando la storia di un personaggio esistente e pare che questa spiegazione sia andata bene. Ha chiesto se la Befana ha visto il film, vedremo se viene il 6 gennaio. Porterà un bel regalo e non la farà pensare ad altro“.

Che possiamo fare per incuriosirli? Ti aspetti lo stesso successo di Come un gatto in tangenziale?

Paola Cortellesi: “Lo spero davvero, spero che diventi un classico perché si fanno pochi film dedicati ai più piccoli. La particolarità che ha è alimentare i sogni e le leggende, i bambini devono sognare. È dedicato a loro per cui quando aiuti loro e alimenti i loro sogni ti ricordi di com’ero tu e di quello che hai perso. Loro credono a tutto ed è una cosa bellissima, questo film va in questa direzione e spero lo vedano in tanti e che i ragazzi apprezzino. Spero che resti anche per le nuove generazioni”.

Paola hai parlato di classici di Natale, qual è il tuo classico preferito?

Paola Cortellesi: “ET, anche Mary Poppins che però già ha avuto tante glorie quindi speriamo lasci spazio a noi”.

Cosa insegna La Befana vien di notte ai ragazzi, ma anche agli adulti?

Michele Soavi: “Io trovo che la cosa bellissima che ha detto Paola è che siamo davanti ad un film per sognare, i romanzi di formazione che abbiamo letto e sono simili alla sceneggiatura di Nicola ha insegnato qualcosa anche ai bambini. È un’iniziazione bellissima, la sintesi di Paola e bellissima”.

Nicola Guaglianone: “Ci troviamo di fronte alle nostre difficoltà, anche il personaggio di Paola si compie di fronte alle paure. Questa donna sta vivendo un dramma perché ha paura di amare e di avere una relazione, lei alle 11:59 scappa perché lui si risveglierebbe con la nonna. È un film che ci pone di fronte a tanti tipi di paura”.

Stefano Fresi: “Io soffro crisi di abbandono, sono stato abbandonato da bambino e quindi ho questa paura terrificante. Lei ha fallito con me e voglio sostituirla. Vorrebbe avere un ruolo primario nella vita di qualcuno”.

Nicola Guaglianone: “Mi piace vedere cattivi che nascondono dentro un dolore che sfocia nella violenza”.

Ultimamente sei molto appassionata anche alla scrittura, hai contribuito a questo personaggio? Cosa vorresti dalla Befana il 6 gennaio?

Paola Cortellesi: “Diciamo che la battuta di Babbo Natale è mia, ma non mi permetto di entrare nelle sceneggiature di un grande come Nicola. Lui però mi ha chiesto di dire la mia e ho inserito quella parte li contro babbo natale. Lei pensa di essere un passo indietro perché lui è maschio. Non so cosa trovare nella calza, posso essere contenta già così come sono. In questo momento sembra brutto dirlo ma non mi aspetto nulla neanche dal 2019”.

Il fatto che la Befana sia dipinta come vecchia e brutta mentre babbo natale è buono e gentile. Come mai questa discriminazione?

Paola Cortellesi: “Sicuramente un uomo brutto come la Befana sarebbe stato accolto come un mostro, le streghe anche in altre storie sono buone quindi li si supera l’aspetto trasandato e viene accettata. Non ti so dire però come sia andata”.

Stefano quanto è stato difficile fare certe scene dato che sei Ciccio?

 Stefano Fresi: “È stato faticoso, ma venendo dalla danza sono stato aiutato (risate ndr). Non ridete che ho ballato veramente, penso che la leggerezza della mia mente è da come vivo con tranquillità la mia fisicità. Gli stunt-man sono stati bravissimi e anche la squadra permette di fare la più difficile delle cose”.

Visto che ha già scritto di supereroi  vedrebbe un sequel per La Befana vien di notte?

Nicola Guaglianone: “Ormai ovunque e sempre mi chiedono di sequel perché si aspettano di sentire del sequel di Jeeg Robot. Non so se questo possa avere un seuqel, il finale può farlo pensare. Sono dei personaggi che ho amato per cui perché no”.

L’Italia difficilmente fa film per bambini che portano soldi, perché qui se ne fanno pochi?

Michele Soavi: “Sono io che impedisco i film per bambini (risate ndr). In Italia si facevano tanti film di genere con situazioni visionarie e di avventura, purtroppo questo genere è diventato proprietà degli americani e lo abbiamo perso come tanti  cose. Speriamo di far risorgere anche con questo film il genere di cui eravamo protagonisti assoluti”.

Paola Cortellesi: “Hanno valutato che non ce ne fossero e ci abbiamo pensato noi. È bene che ce ne siano, è vero che è una tradizione dell’animazione ma con attori veri è un arricchimento”.

Che difficoltà avete incontrato? Da mamma come hai lavorato con tutti questi bambini?

Paola Cortellesi: “Abbiamo girato in Alto Adige a gennaio con la neve vera vi lascio immaginare…ma conoscevamo la sceneggiatura. I ragazzi sono stati straordinari, non lo dico ora perché sono qui. Ero ammirata dalla loro professionalità, alcuni adulti che ho conosciuto non sono così professionali. Sono stati preparatissimi a sapevano tutte le battute da interpretare anche in situazioni disagevoli, io e Stefano eravamo distrutti e io non riuscivo a dire le battute bloccata dal freddo e loro menavano forte picchiandolo”.

Michele Soavi: “Su questo film non ci siamo divertiti, abbiamo sofferto come cani. Dovevamo girare la scena a bordo della bicinave con i ragazzi che dovevano essere trainati da un cavallo. Sulla e del grazie finale sono scappati tutti per andare a Trentino a Bolzano per scappare a Roma”.

Come hai scelto i ragazzi?

Michele Soavi: “Dovrei dire tanti grazie e in questo caso Stefania Rodà che ha fatto una lunghissima ricerca con tonnellate di provini. Abbiamo tirato fuori sei mascalzoni incrociando anche le razze perché siamo multiculturali, ero felice di questo assortimento con ragazzi diversi con la loro personalità”.

Il film sarà distribuito da Lucky Red in 450 copie.

Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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