La casa delle bambole – Ghostland, da Pascal Laugier dopo Martyrs arriva un nuovo incubo del regista francese, che ormai si colloca tra i migliori registi horror della nuova generazione.

La casa delle bambole – Ghostland, l’horror è un genere che si può amare, od odiare , esistono persone che non sopportano la visione di un film horror, pur guardando tutti i giorni dei telegiornali che sono ben più orrorifici di qualsiasi film. Ma onestamente non ci sentiamo davvero di consigliare a questa categoria l’ultimo film di Pascal Laugier, che è semplicemente il miglior horror di questa annata cinematografica, e riconcilia gli appassionati del genere, ormai annoiati da infiniti e prevedibili remake, con qualche piccola eccezione di  nuovi registi. Pascal viene dalla tradizione e non nega affatto che il suo ispiratore sia Tobe Hooper , con il risultato che la sua pellicola è a dir poco “devastante”, se vi aspettate un classico horror, dimenticate i vari boogey man, qui siamo dentro un labile  confine  che attraverso la figura di H.P. Lovecraft, citata nella pellicola, ci porta sullo schermo un vero horror, a volte disturbante, ma terribilmente efficace.

La storia ci narra di Pauline (Mylène Farmer) una dolce madre cinquantenne con due figlie molte diverse. La mora Beth (Emilia Jones),  è una  instancabile sognatrice che ama alla follia la letteratura di H. P. Lovecraft,  se sogna di diventare fantastica una scrittrice di successo di romanzi horror come l’autore. Gli fa da contraltare la bionda Vera (Taylor Hickson) scostante, che non ama affatto la sorella (come tutte le sorelle) e che è molta arrabbiata per il forzato trasferimento nella casa della zia ricevuta in eredità. Una casa decrepita piena di bambole, che rende subito l’atmosfera cupa e ci fa intuire che qualcosa sta per succedere. E succederà subito, con l’arrivo di due folli che aggrediscono la famiglia.

Il film si proietta subito sedici anni dopo, la mamma le ha salvate, Beth è una scrittrice di successo, la sorella Vera, invece non ha mai superato il trauma, e vive ancora nella vecchia casa delle bambole con la madre. E quando Beth dovrà andare a trovare la sorella, dopo una richiesta disperata della stessa, nella vecchia casa delle bambole scopriremo la verità……

Sarebbe una follia aggiungere altro in questa recensione scritta solo per incuriosirvi  e portarvi dentro un Natale ben lontano da signore in ombrello che volano o comici nostrani. Ma senza dubbio se amate il genere, o pensate che ormai nulla possa spaventarvi o lasciare un segno nella vostra visione, rimarrete decisamente colpiti. Laugier ci porta faccia a faccia con il male, quello puro, evocando anche le favole, quelle che da bambini con l’orco ci spaventavano e facevano paura, paura che pensavamo di aver esorcizzato al cinema guardando tanti horror con tanti numeri 2,3,4, fino a questo…. dove l’horror non è irreale, ma si nasconde come in quei telegiornali che ogni giorno guardate e che spesso ci riportano storie agghiaccianti a cui Laugier ha solo aggiunto le immagini nude e crude.

Il nostro voto

Roberto Leofrigio

Laureato in Scienze della Comunicazione, critico cinematografico, ufficio stampa per eventi e festival, cameraman professionale. Da 20 anni intervista chi conta in tutti i settori dello spettacolo e non solo.

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