Amici come prima, la reunion dopo 13 anni del duo Christian De Sica e Massimo Boldi, tornano con un Cinepanettone, anzi no, un film divertente e al tempo stesso melanconico.

Amici come prima. Ogni anno si vive nell’incubo della recensione del cinepanettone, anche se ormai questo termine deseuto non può essere affibbiato alla commedia diretta da Christian De Sica (con il validissimo aiuto del figlio Brando) che vede il ritorno della coppia campione d’incassi  assieme a Massimo Boldi. Nel corso degli anni abbiamo assistito a molte cadute, nel senso  di critica e vero divertimento di queste commedie, e prova ne sia la reazione di Christian De Sica ad un critica preventiva sul film, ma poi confermata dal noto critico.  Ma questa volta complice anche tra gli sceneggiatori il bravo Fausto Brizzi, ormai riabilitato dalle calunnie che gli erano piovute addosso, ci troviamo davanti ad una commedia con una storia a tutto tondo, nata da una idea iniziale di De Sica, che voleva farne un film drammatico e che poi si è trasformata,  grazie anche all’aiuto di Massimo Boldi, in una divertente commedia, con sentito omaggio a Carlo Vanzina scomparso quest’anno e con tanti richiami anche alla carriera del duo comico, senza tralasciare un pò di trash , in un film che come al solito fra 30 anni verrà rivalutato come capolavoro della commedia italica ( quello che purtroppo poi è successo con i fratelli Vanzina).

Ovviamente il critico pronto a stroncare, quello che di solito non è certo una pietra miliare della storia del cinema italiano, si trova invece totalmente spiazzato dal film di De Sica, che forse proprio nei suo passaggi non comici, ma intrisi di malinconia ci ricordano il tempo che passa, e grazie anche ad un finale perfetto, ci restituiscono la storica coppia. Se Massimo Boldi forse risulta meno efficace, in realtà svolge alla perfezione quella funzione di spalla per un De Sica che si trasforma in donna badante, per cercare di tirare avanti dopo essere stato licenziato.  In realtà non vi abbiamo accennato quasi nulla della trama, ma personalmente lo ritengo inutile,  lascio allo spettatore scoprire perché il povero direttore d’albergo venga licenziato dalla terribile  figlia del proprietario (interpretata da una perfetta Regina Orioli) e il nostro direttore debba subire le incessanti richieste di soldi da parte della moglie (Lunetta Savino) e del figlio che vuole diventare un rapper.

Il risultato di tutta la commedia è con sorpresa anche di chi vi scrive (ma che ammette di avere un debole per Christian e la sua innata comicità) di una gradevole commedia, vecchio stampo, che sarebbe piaciuta anche a Carlo Vanzina, ormai traslocato con il suo ultimo film su Netflix diretto dall’amico Marco Risi.

In realtà il pensiero che ha sfiorato tutti nell’affollata conferenza stampa, che ha fatto seguito alla proiezione, è stato il pensiero di come la coppia ci abbia accompagnato negli anni, in particolare in tutti i natali, dove con amici, parenti, future moglie e ora magari con i pargoli al seguito ci si trovi sempre a ridere con questa coppia. Coppia ormai invecchiata per l’anagrafe, ma che ancora riescono ad intrattenere e far ridere a chi magari ogni giorno deve combattere tra bollette, lavoro che non si trova e tanti altri problemi. Quanto basta per dare le giuste stelle a questa commedia,  e se siete quelli che invece odiano questo tipo di cinema o ritenete gli attori ormai bolliti come dice il personaggio di Christian De Sica ad un certo nella pellicola allora: ” andate tutti a pigliavela ……“, buona visione e buon Natale a tutti.

Il nostro voto

Roberto Leofrigio

Laureato in Scienze della Comunicazione, critico cinematografico, ufficio stampa per eventi e festival, cameraman professionale. Da 20 anni intervista chi conta in tutti i settori dello spettacolo e non solo.

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