Abbiamo partecipato a Roma ad un’esclusiva anteprima a tema natalizio per Il Grinch, la nuova versione d’animazione prodotta dalla Universal. Doppiatore d’eccezione è Alessandro Gassman, ecco cosa ci ha raccontato del film.

La Universal e la Illumination riportano nei cinema uno dei più grandi classici del Natale, arriva infatti la versione animata de Il Grinch. Il ritorno del mostricciattolo che odiava il Natale portato alla ribalta da Ron Howard e dall’istrionica interpretazione di Jim Carrey rivive sullo schermo grazie a un team di animatori eccezionali guidato splendidamente da Yarrow Cheney e  Scott Mosier. In verità questo film doppiato in originale da Benedict Cumberbatch è più vicino al classico d’animazione televisiva andato in onda nel 1966, ma sia i grandi che i piccini lo adoreranno.

Coffee Break a tema “Il Grinch”

La sfida impossibile per la Universal Italia era trovare per Il Grinch un doppiatore all’altezza del grande attore shakesperiano e la scelta è caduta su un talent che ha poca dimestichezza con quest’arte: Alessandro Gassman ce l’ha messa tutta e sicuramente le tre clip che abbiamo potuto visionare hanno mostrato un lavoro interessante. L’attore ha provato a personalizzare il Grinch, ma soltanto il 29 novembre prossimo sapremo nei cinema se sarà riuscito in quella che è una sfida impossibile. Ricordiamo che Benedict Cumberbatch è quasi impossibile da doppiare, come ci ha mostrato la serie Sherlock per cui non perdetevi il resoconto del nostro incontro con Alessandro Gassman che si è aperto molto ricordando anche l’esperienza del papà Vittorio nel grande classico Disney de “Il Re Leone” facendo un plauso anche ad un altro grande collega come Gigi Proietti e al suo genio.

Alessandro Gassman confessa che ha sempre amato Il Grinch

Che tipo di sfida ha rappresentato per te?

“Sono un fan da sempre e ringrazio la Universal. Doppiare un protagonista così bello con una sceneggiatura perfetta per grandi e piccoli che commuove ed è stato bello. Non si tratta di fare una voce strana, una farsa, ma interpretare un personaggio che sembra reale. Cumberbatch mi ha aiutato, ma è stato fatto un lavoro di adattamento ben fatto. Ho imparato tanto è una novità e sono contento del risultato”.

Recitare solo con la voce che esperienza è stata?

“Doppiare è anche un mestiere fisico. Per doppiare bene bisogna essere degli attori, perché si tratta di interpretare e l’espressività del grinch è perfetta. Non è un lavoro da fare velocemente, ha tutto un suo ragionamento. Chiaramente Benedict è stato importante perché ha una voce bassa come la mia, forse anche più pulita della sua e ho cercato di dare la mia interpretazione”.

In “Il Grinch” ci porti in un mondo fantastico.

“A me Il Grinch piace, è vero che è un cartone è un film natalizio però è anche la storia di un diverso. Lui è verde, gli altri sono rosa e la comunità accetta la sua diversità che non esiste. Basta una parola buona di una bambina per farlo cambiare completamente e mi ha commosso. Ho doppiato consecutivamente e l’emozione mi è arrivata. La grandezza degli americani è costruire mondi assurdi che sembrano veri”.

Seuss era un attivista, ma poi ha scritto favole per bambini.

“Pensando al momento che stiamo vivendo il messaggio è l’inclusione. Il grinch dimostra sin dall’inizio che la sua chiusura nasconda dietro qualcos’altro e lo spettatore non vede l’ora di scoprire cosa ci sia dietro. Il grinch rappresenta un po’ tutti noi”.

La sua esperienza con il direttore del doppiaggio?

“Lui è straordinario senza di lui non ce l’avrei mai fatta. Non si tratta di dare voce ad un pupazzetto, ma ad una persona reale e dovevamo renderlo credibile”.

Arrivi a fare Il Grinch doppiando Cumberbatch, ma anche dopo l’indimenticabile lavoro di Jim Carrey nel film di Ron Howard. Che rapporto avevi con quella pellicola e come hai lavorato sapendo chi ti aveva preceduto?

“Ho visto il film di Ron Howard tantissime volte, questo nella sua interezza è più riuscito. Il cartone è il mezzo più interessante per raccontare una storia come quella del grinch. Quello lo era molto meno, il suo film è bellissimo ma questa è una ripartenza per Il Grinch, con un passo in avanti”.

Quali cartoni guardavi da bambino?

“Da bambino vedevo tutti i cartoni della mia generazione, il mio preferito rimane Pomi d’ottone  manici di scopa. Sognavo di volare nel letto”

I Gassman ci hanno sorpreso ultimamente, siamo stati abituati a vederli come attori scoprire che un giovane Gassman vuole fare il cantante è stata una sorpresa.

“Non rispondo a domande su mio figlio anche per rispetto su X-Factor”.

Hai già doppiato altre cose come Primo Gemito ne la gatta cenerentola.

“Questa è stata la prima volta con un personaggio centrale, quell’esperienza mi ha rivelato una realtà europea e napoletana di animazione importante e mi ha fatto piacere. Il Grinch è un film gigantesco al quale hanno lavorato per tre anni migliaia di persone. A Napoli hanno fatto tutto in 15 in meno tempo con un risultato straordinario, speriamo che anche l’animazione europea possa avere mezzi superiori”.

Alessandro Gassman doppia Il Grinch, ricordando papà Mufasa e il Genio di Proietti

Come regista come guardi all’animazione? Una delle più grandi interpretazioni di tuo padre è il re leone? Piango ogni volta, per come porta quel racconto.

“Il fatto che parlino di grandi tematiche emozionando allo stesso tempo. Il fatto di avere un padre Mufasa è stato per me bellissimo, anche per mio figlio che è cresciuto con quella voce lì. Gi americani hanno il pregio di avere una grande capacità di rendere realistico l’impossibile. Penso al film Alieni contro Cowboy, può piacere o non piacere ma è fatto benissimo ed è reso realistico”.

Questo è un po’ cattivo all’inizio, ma il cinema italiano ha meno cattivo sono più cialtroni. Il più cattivo forse era in razza bastarda, i cattivi poi sono cattivi.

“In razza bastarda era un ignorante violento, credo che i cialtroni sono il pericolo maggiore e sono cattivissimi. Credo che il personaggio di mio padre ne Il Sorpasso sia il più presente nella vita di tutti noi”.

Un cattivo che ti ha affascinato?

“Io sono sempre stato affascinato da Frankenstein amando l’horror. Ho pianto con King Kong, vi lascio immaginare come posso essere lo spettatore perfetto”.

Come sente che si è evoluta la sua capacità di doppiatore da El Dorado fino a Il Grinch e se ha mai trovato un personaggio che avrebbe voluto doppiare?

“In El Dorado eravamo in due ed era più semplice, il film ha un percorso grandissimo. Li erano due fessacchiotti in viaggio, qui il protagonista è centrale. Per l’animazione mi sono piaciuti tanti personaggi, ma sognavo davvero Il Grinch per la sua scorrettezza che dimostra tirando una palla di neve a un bambino”.

Alessandro Gassman spiega le difficoltà di interpretare Il Grinch

Come festeggi il Natale e che rapporto hai con questa festa?

“Ogni volta a Natale eravamo in tanti con cugini aggiunti che non ho mai capito se fossero veri o imbucati. Con mia moglie è mio figlio ho sempre scelto di farlo in tre sulla casetta in montagna. Ho sempre avuto difficoltà con le feste comandate e imposte, spesso lo abbiamo festeggiato un giorno prima o un giorno dopo. Non ho il castello del grinch e tratto i cani meglio di lui”.

Hai doppiato uno shakespeariano come Cumberbatch, prima ti ha preceduto Carrey. Come ti relazioni con questi due mostri del palcoscenico in rapporto alla loro arte?

“Cumberbatch è un grande attore di teatro e anche la mia casa è il teatro. Lui è molto più giovane di me e ha fatto più di me anche per il paese in cui vive. Mi manca Jim Carrey e dispiace che stia facendo meno film, mi ha sempre sorpreso sia nel dramma che nella commedia magari lo doppierò in futuro”.

Che favole preferivi?

“Ho avuto un problema con Cappuccetto Rosso perché la tata mi faceva lo scherzo della nonnina quindi ero terrorizzato. Ho un ricordo indelebile per il pinocchio di Comencini che rimane un momento di altissima televisione”.

Riguardo al doppiaggio c’è una performance del passato che la affascina?

“Credo che il doppiaggio di Gigi Proietti in Aladdin sia uno dei più straordinari. Lui resta uno dei più grandi della storia per quest’arte”.

Il video della conferenza stampa de Il Grinch con Alessandro Gassman

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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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