Oltre la nebbia – Il mistero di Rainer Merz, diretto da Giuseppe Varlotta, che porta sullo schermo il suo secondo lungometraggio, un dichiarato ritorno ad un genere quasi scomparso dal nostro paese.

Oltre la nebbia – il mistero di Rainer Merz, nel nostro titolo di “richiamo” abbiamo voluto sottolineare come il regista Giuseppe Varlotta, sia stato anche il regista del il grande fratello n.13 e del Grande Fratello Vip edizione 1 e 2 e della terza in corso. Non un demerito, anzi come lui nell’incontro stampa ha scherzosamente sottolineato “ho 3 figli a cui dar da mangiare”, ma in realtà Giuseppe coltiva il suo sogno e la sua vera passione che esprime in questa pellicola, con dichiarati richiami a Polanski, e  riporta nelle nostre sale un genere che in Italia si credeva morto. Parliamo del genere  thriller, con chiari risvolti psicologici e tante tinte fosche dove si evocano riti legati a morti misteriose, che  Varlotta, con la sua opera indipendente, realizzata con un budget limitato (state pure certi di molto inferiore a quello del Grande Fratello Vip), può con merito unirsi a nomi famosi della nostra cinematografia. Nomi che il mondo ci invidia ancora come: Fulci, Argento e Bava , i cui film vengono proiettati in tutte le scuole di cinema, specie in America e facendo crescere nuovi talenti che poi alcuni critici italiani esaltano, scoprendo solo dopo che gli idoli di questi registi  sono i nostri bistrattati registi di genere del passato.

Nella foto Pippo Delbono
Varlotta con la chiara impronta di  tanti film di Polanski, che ritroverete in questa pellicola,  a volte complica e rende difficile lo scorrimento della storia, ma onestamente un critica superficiale potrebbe facilmente bollare il film come il goffo tentativo di un regista televisivo, per di più reo di curare il Grande Fratello, di tentare di imitare il regista polacco.
Sinceramente non è così, pur sottolineando i limiti di una pellicola che vede protagonista Giovanni Andreasi (Pippo Delbono), nei panni un detective privato dedito all’alcolismo a causa di un caso mai risolto sulla scomparsa di un bambina poi  trovata morta.  Il problema ha portato l’uomo ad un brutto divorzio, ma continua a lavorare e un giorno vede presentarsi alla sua agenzia l’affascinante costumista Rosa Carlini (una splendida  Corinne Cléry),  che gli chiede di indagare sull’improvvisa scomparsa di uno degli attori del film a cui sta collaborando, il famoso Rainer Merz (Cosimo Cinieri). Questo riporterà il detective sugli stessi luoghi dove la bambina scomparsa era stata poi trovata morta , un ex fabbrica di cioccolato Cima Norma in Svizzera. In breve si apriranno un serie di risvolti inquietanti e misteriosi riti dove Rainer Merz  sembrava farne parte, associati a misteriose ed inquietanti presenze.
Nella foto Corinne Cléry
Tantissimi gli elementi che vengono aggiunti in uno script fino troppo ricco che forse sembra quasi essere il limite della pellicola, nel volere cercare di portare tutto sullo schermo. Forse un eccesso da parte di Varlotta , che non nega che il film debba avere un seguito,  e che  lascerà lo spettatore non troppo convinto, ma senza dubbio incuriosito dal fatto che sta vedendo un film italiano, diretto da un regista italiano che non è una commedia ! Di conseguenza consegniamo un giudizio di positivo al regista, riconoscendogli il merito di voler cercar di fare qualcosa di diverso e nuovo per il nostro cinema, e se poi mettiamo sulla bilancia il suo lavoro svolto per Il Grande Fratello, programma  destinato alle masse che non vanno al cinema, speriamo sinceramente sia riuscito ad inserire messaggi subliminali nel programma stesso per portare spettatori nelle poche sale dove troverete questo film. Ovviamente stiamo scherzando, ma comunque riconosciamo il coraggio di riportare un genere scomparso nelle sale,  sale cinematografiche  che continuano a sparire dalla nostra penisola, mentre tutti sono intenti a scoprire cosa succede nella casa…forse  il vero mistero su cui indagare.
Il nostro voto

Roberto Leofrigio

Laureato in Scienze della Comunicazione, critico cinematografico, ufficio stampa per eventi e festival, cameraman professionale. Da 20 anni intervista chi conta in tutti i settori dello spettacolo e non solo.

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