“La Ballata di Buster Scruggs” è una miniserie diretta dai fratelli Coen, rilasciata sotto forma di pellicola il 31 agosto 2018 durante Venezia 75 e, prossimamente, in episodi singoli sulla piattaforma Netflix. Se “Ave, Cesare!” era un modo per Joel e Ethan Coen di raffigurare in modo esagerato le dinamiche del cinema hollywoodiano degli anni ’50, con questo nuovo progetto i due fratelli si buttano a capofitto in un genere western anch’esso surreale ed estremamente ricco dei classici topoi hollywoodiani, con un cast strabiliante, nel quale spicca un esilarante Tim Blake Nelson che ritorna finalmente sotto la loro regia.

Personaggi straordinari e caratterizzanti quelli de “La ballata di Buster Scruggs”

La ballata di Buster Scruggs recensione – Tra musical e fughe un inizio frizzante

Il film presenta sei storie ambientate nel Far West, alcune più divertenti, altre più cupe, che insieme formano un continuo mutare di genere, ma tutte quante legate da un tema chiaro e preciso, quello di una vita brutale e corta. Il primo episodio, che prende il titolo dell’intera antologia e si può definire un musical, è sicuramente il più frizzante. Tim Blake Nelson veste i panni di un menestrello di frontiera, il cui talento non è solo musicale. Egli è infatti tanto bravo con gli strumenti quanto con il grilletto. Near Algodones, la seconda storia, narra la vicenda di un rapinatore di banche, James Franco, che si ritrova, in seguito ad un colpo andato a male, in una situazione alquanto complicata, dalla quale tenta di fuggire.

La ballata di Buster Scruggs recensione – La scrittura perfetta tra comicità e poesia

Dopo la genuina leggerezza dei primi due episodi, le storie diventano più tetre, con qualche momento di comicità di tanto in tanto. A seguire abbiamo Meat Ticket, i cui protagonisti sono un povero teatrante, interpretato da Liam Neeson e il suo fenomeno da baraccone, l’Artista (Harry Melling), un ragazzo britannico senza gambe né braccia, che recita suggestivi brani di peosie e testi. All Gold Canyon narra le fatiche di un cercatore d’oro, mentre The gal who got rattled presenta Zoe Kazan, una giovane donna nubile, che si unisce ad una carovana, per tentare di farsi una nuova vita in Oregon. Con la storia finale, The Mortal Remains ci spostiamo dentro una carrozza. I veri protagonisti di questa storia sono i dialoghi e le battute dei diversi personaggi che vi risiedono.

Joel e Ethan Coen sempre più maestri con “La ballata di Buster Scruggs”

La Ballata di Buster Scruggs è l’ennesima dimostrazione dell’inconfutabile talento dei Coen. Ogni storia è meticolosamente studiata e costruita con precisione. Il vero problema risiede nell’unire tutte queste storie e nel farne una pellicola unica. Gli episodi sono disconnessi l’uno dall’altro e il ritmo può risultare a tratti pesante, a causa del contrasto tonale. Un’antologia che si può definire allo stesso tempo imperfetta ma indimenticabile. Si tratta di un’aggiunta più che gradita alla filmografia dei due fratelli.

Il nostro voto

marcoromagnoli

Interprete di inglese, tedesco ed italiano. Laureato in Interpretariato e traduzione all'Unint. Critico cinematografico per Talky! Media e Spettacolo.eu

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