Thelma, candidato all’Oscar per la Norvegia, già considerato in tutto il mondo, dove è uscito, come opera di culto. Il nuovo film del norvegese Joachim Trier ci porta dentro un’horror soprannaturale sorprendente.

Thelma, già accolto come opera di culto negli Stati Uniti (“Immaginate Carrie girato da Ingmar Bergman” ha scritto il New York Magazine) e molto considerato nei festival di tutto il mondo, Thelma è un thriller d’autore di grande impatto, che conferma Joachim Trier come uno dei maggiori registi scandinavi di oggi. Protagonista del film è Thelma, una timida ragazza di provincia cresciuta in una famiglia molto religiosa e appena arrivata a Oslo per frequentare l’università. Qui conosce Anja e presto l’amicizia tra le due si trasforma in un sentimento più profondo: proprio allora, però, Thelma scopre di avere dei poteri inquietanti e incontrollabili, legati a un terribile segreto del suo passato…

Amo riportare le righe del pressbook e il pomposo titolo del New York Magazine che dimostra di conoscere molto poco il genere. In realtà Thelma di Joachim Trier è un validissimo film di genere, ennesima riprova che in Norvegia come in tutta la scandinavia ormai si producono solo film di altissima qualità (e siate certi che arriverà a breve il remake di questo film con qualche “attricetta” americana di grido).

La storia invece presenta un inevitabile richiamo ad un episodio della serie tv Ai Confini della Realtà (Twilight Zone) in particolare a Un piccolo mostro (It’s a good life 3 novembre 1961) dove un bambino di 6 anni dotato  di incredibili poteri terrorizza gli abitanti del suo paesello. Il bambino è infatti in grado di leggere nel pensiero della gente e può trasformare o spostare qualsiasi cosa voglia o sparire qualsiasi cosa voglia. E parte proprio da questa ispirazione il  merito del regista, che a mio giudizio  ha ben sfruttato le suggestioni della serie tv che lascia ancora oggi la sua impronta, per chi vuole cimentarsi in una storia soprannaturale horror, ma con originalità.

La storia ovviamente è differente rispetto all’episodio televisivo citato, qui ci troviamo in una piccola città della Norvegia, dove due genitori molto religiosi e apprensivi hanno cresciuto Thelma (Eili Harboe), cresciuta con un terribile segreto, che non vi sveleremo per ovvi motivi. La giovane dopo essersi trasferita a Oslo per studiare alla facoltà di biologia, si trova ben presto  poco a suo agio con i suoi coetanei a causa del suo carattere introverso e sensibile. Thelma un giorno viene colta da un violentissimo attacco epilettico nella biblioteca universitaria, creando grande apprensione da parte di tutti. La sua compagna di studi Anja (Kaya Wilkins) le presta aiuto e ben presto tra le due nasce una tenera amicizia che  rapidamente diventa anche attrazione.

Ma la nostra protagonista è stata educata dai suoi genitori  a respingere ogni pulsione, perché contraria alla sua religione. In breve Thelma infrangerà alcuni raccomandazioni della famiglia andando incontro a crisi epilettiche sempre più frequenti con risultati sconvolgenti, che ci faranno scoprire cosa si celi dietro la sua forte educazione religiosa. I genitori, consci del suo potere, cercheranno disperatamente di riportarla casa, ma in breve emergeranno tutti i terribili segreti e la forza devastante della giovane.

Non vogliamo svelarvi oltre, per una pellicola che merita davvero il prezzo del biglietto a dispetto di  attraenti spiagge o partite dei mondiali.

Joachim Trier compie una notevole incursione del soprannaturale, o meglio Ai confini della realtà per citare ancora la serie tv, ma lo fa con tutti i punti di contatto e contraddizioni della cultura nordica.

Il risultato è dir poco sconvolgente, con punte di horror inaspettate e un’angoscia che sale con lo scorrere delle immagini. La protagonista è assolutamente perfetta, come la storia sceneggiata senza sbavature,  che ci portano in un territorio come quello scandinavo, che ormai affascina le platee di tutto il mondo, e getta nuova linfa ai produttori americani in cerca di nuove storie, dimenticando paradossalmente che l’ispirazione per questa pellicola proviene proprio da una loro vecchia serie Tv.

Roberto Leofrigio

Laureato in Scienze della Comunicazione, critico cinematografico, ufficio stampa per eventi e festival, cameraman professionale. Da 20 anni intervista chi conta in tutti i settori dello spettacolo e non solo.

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