Nel corso de La Città Incantata abbiamo incontrato Peter Lord, il fondatore della Aardman Animation, che ci ha raccontato della nascita del suo Studios e raccontato molto del suo lavoro di creativo in una lunga intervista.

Questa è l’ultima parte della nostra intervista esclusiva con Peter Lord al meeting internazionale de “La Città Incantata” a Civita di Bagnoregio, forse è la parte più interessante. Non vogliamo sminuire il suo messaggio a John Lasseter o le informazioni sui prossimi progetti della Aardman, ma in questo video Peter Lord ci parla di com’è nato quel piccolo studio di Bristol arrivato fino alla vittoria di un’ Oscar.

La nostra video intervista esclusiva a Peter Lord

Peter Lord ha apprezzato moltissimo l’ambiente magico di Civita di Bagnoregio, una città che in passato ha ispirato anche maestri assoluti come Miyazaki:

“Beh che posso dire, è un posto fantastico, meraviglioso, bellissimo che è sotto gli occhi di tutti. Mi piace moltissimo stare qui con questa pietra, la storia che vive nella cittadina, con l’arte. Ma, a parte bellezza di questo borgo antico, la bellezza è essere presente a questo evento che vive di energia e gioventù”

Uno studio d’animazione quello della Aardman Animation partito nel 1976 e che dopo 24 anni è riuscito a realizzare il primo lungometraggio, ne sono poi arrivati otto con la realizzazione del sogno della vittoria dell’Oscar con “Wallace e Gromit: La maledizione del coniglio mannaro” diretto da Nick Park:

“Quando ho cominciato non avevo la benché minima idea, il benché minimo sogno che avrei creato uno studio così corposo e grande. Devo dire che ieri, durante la masterclass ho raccontato la storia del nostro studio, ho mostrato una foto di me e il mio socio David a 17 anni. Mai avrei pensato che due ragazzi come noi avremmo potuto raggiungere questi obiettivi creando un impero dell’animazione. ”.

La stop motion, una tecnica costosa ma di grandissimo impatto visivo che la Aardman ha portato a nuovi livelli grazie al claymation con la plastilina. Un qualcosa che alla Disney non pensavano sarebbe stato possibile come svela Peter Lord:

“Per quanto riguarda il lungometraggio bisogna pensare che noi abbiamo cominciato utilizzando la plastilina, che non era affatto un materiale standard normalmente utilizzato. Era un tipo di lavoro estremamente artigianale, fatto su piccola scala, ci sono voluti parecchi anni prima che noi potessimo realizzare quello che abbiamo fatto su grande scala. Mi verrebbe da dire che ci sono voluti 20 anni di formazione e pratica per realizzare il lungometraggio. Molti anni fa ci incontrammo con la Disney, ma loro ci avevano detto che sarebbe stato impossibile realizzare un lungometraggio con la stop motion”

Al giorno d’oggi sono sempre meno i creativi che utilizzano per un fatto di costi la stop motion, ma ci sono alcune belle eccezioni secondo Peter Lord:

“Io credo che questo tipo di tecnica attiri molto artisti e registi, non solo Tim Burton ma anche Wes Anderson usa la stop motion. Credo che io ho un profondissimo amore per il materiale che viene utilizzato con questa tecnica, amo tutto ciò che viene realizzato con le mani e viene forgiato, il mestiere di utilizzare le proprie mani per creare, l’intimità del tocco umano per me sono elementi fondamentali nel film. La difficoltà nel realizzare tutto questo su larga scala è data dal fatto che questo tipo di animazione, in quanto tale, non può essere raffinata e rifinita dopo essere stata realizzata. È come una performance dal vivo, una volta fatta è quella e non puoi modificare quello che è andato storto nella stop motion. Le persone tendono a credere sia un processo lento che richiede molta pazienza, ma in realtà è un processo che si avvicina molto ad una performance live”.

Peter Lord spiega anche perché ha voluto principalmente curare soggetti e sceneggiature, lasciando l’onere della regia ad altri talenti creativi degli Aardman Studios un po’ come fatto da John Lasseter alla Disney:

“Per quello che riguarda il fatto di non dirigere lungometraggi c’è il discorso che è un lavoro molto pesante, non che a me dispiaccia lavorare pesantemente, ma è uno sforzo senza interruzioni continuo che ti assorbe. Il regista deve essere presente sempre ogni giorno per due anni di fila. Una produzione dura cinque anni di cui per due anni la tua vita non esiste più, non puoi fare altro”.

Il fondatore della Aardman ci tiene a precisare come i suoi studios siano molto più piccoli della Disney, ma come ami fare da mentore ai talenti creativi:

“Va detta una cosa molto importante gli Aardman Studios sono molto molto più piccoli. Non abbiamo questo grande pozzo di talenti a cui attingere, ne abbiamo sicuramente ma non della dimensione di Disney e Pixar. Io cerco di dare una mano e contribuire alla realizzazione di altri film, se facessi il regista non sarei qui a godermi il Festival dell’Animazione. È molto importante che io contribuisca a dare una mano e a fungere da mentore per i giovani registi aiutandoli a realizzare i loro film”.

Lo splendido disegno che Peter Lord mi ha regalato al termine dell’intervista

Abbiamo concluso congratulandoci con  Peter Lord per il bellissimo risultati raggiunto dall’ultimo film “I Primitivi” di Nick Park, augurandoci di rivedere lo straordinario talento della Aardman Animation  nella serata degli Oscar del prossimo anno.

 

 

 

 

Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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