Quattro anni senza Robin Williams, quattro anni senza un artista straordinario e unico ancora oggi e indissolubilmente nel cuore di tutti.

La notte di quattro anni fa venne a mancare uno degli attori più completi e poliedrici della storia del cinema, Robin Williams. La sua carriera è sotto gli occhi di tutti ed è stata celebrata ampiamente con 5 Golden Globe e un Oscar nel 1998, come miglior attore non protagonista per “Will Hunting – Genio ribelle”, ed il fatto che non sia la sua opera meglio riuscita non è altro che la riprova della sua grandezza. L’infanzia di almeno tre generazioni, 70 80 e 90, sono state segnate da questo interprete capace di regalare tra le risate profonde riflessioni sulla vita.

Robin Williams, dal dramma alla commedia una carriera unica

Potrei iniziare citando per ricordare Robin Williams il padre-tata leggendario di “Mrs Doubtfire – Mammo per sempre”, il professore barbone di storia ne “La leggenda del re pescatore” , il mitico gioco da tavola “Jumanjii” , il dottore della risototerapia in “Patch Adams” o il Peter Pan di “Hook – Capitan Uncino” sotto la regia di Steven Spielberg. Non solo commedie e ruoli divertenti per Robin Williams, visto che è ricordato in tutto il mondo come il “capitano mio capitano” de “L’attimo fuggente”, ma anche per lo scrittore pazzo di “Insomnia” e per il Mago in “La musica nel cuore – August Rush”, ruoli dalla dubbia moralità in cui l’attore si destreggia egregiamente.

Due anni fa se ne è andato Robin Williams, quanto ci manca
Tre anni fa se ne è andato Robin Williams, quanto ci manca

Robin Williams era soprattutto un compagno d’infanzia, qualcuno che pur non avendo mai conosciuto sentivi come parte della famiglia. La notizia tristissima della sua morte, per di più con ipotesi di suicidio, lasciò senza parole. Cosa può aver spinto un attore tanto amato e ricco come Robin Williams a un gesto simile? Cosa si nasconde dietro la mente umana ed il male della depressione? Sono risposte che non arriveranno mai visto che ogni situazione è a sé stante e merita tutto il nostro rispetto e solo chi ne soffre può trovare la forza di darle. Robin Williams nonostante l’amore di tutto il mondo non ha trovato il coraggio come gli altri di affrontare la malattia, l’ha fatta finita soffocando con quella cintura anche l’amore di generazioni che lo hanno amato e continueranno a farlo.

La leggendaria scena finale de “L’attimo fuggente” con un immenso Robin Williams

Il Capitano Robin Williams tre anni fa decideva di abbandonare la nave e lasciare orfani del suo talento il mondo del cinema e i suoi fans, ma ancor di più la sua famiglia. Partire per non tornare indietro lascia negli altri un grande vuoto proprio come quello immenso di Robin Williams, purtroppo non sarà né la prima né l’ultima volta, ma la speranza che le persone possano trovare la forza di prendere le decisioni senza consumarsi è ancora viva. Robin Williams  è volato sull’isola che non c’è, ma da quella notte il suo nome e il suo talento sono nella leggenda per sempre e le risate che hanno curato i nostri cuori, come in uno dei suoi film più riusciti, sono il lascito più grande.

Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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