Solo: A Star Wars Story porta sullo schermo delle scene che i fan della saga sognavano da una vita, è un film riuscito soprattutto per i sentimenti e le emozioni. La recensione in anteprima da Cannes.

Gli spin-off di Star Wars sono stati concepiti con l’idea che ci fossero molte storie ancora da raccontare. Quella sul giovane Han Solo era una della più rischiose, anche solo per la necessità anagrafica di sostituire il leggendario Harrison Ford. Partiamo dal presupposto che nessuno pensava che Alden Ehrenreich avrebbe potuto eguagliarlo, ma il giovane interprete diventato famoso con “Ave Cesare” al fianco di George Clooney si dimostra divertente al punto giusto incarnando lo spirito del contrabbandiere.

Solo: A Star Wars Story | Cambio in corsa promosso

Solo: A Star Wars Story, Han e Chewie regalano momenti da lacrimuccia

Ron Howard è arrivato in corsa sostituendo il duo Phil Lord – Chris Miller, ma la regia non ha delle grandi vette risultando più confezionato alla “Inferno” che all’eccellente precisione dei dettagli in “Rush”. La forza del film è il regalare ai fan della saga le immagini che volevano da una vita, mostrando come sono nati i legami tra i personaggi che ci hanno fatto innamorare di una Galassia lontana lontana. L’inizio è adrenalinico, col botto, e troviamo subito risposte sul rapporto tra Han e la Qi’Ra di Emilia Clarke dando un tocco di romanticismo diverso a quello a cui solitamente la saga ci ha abituato. L’attrice è tra le migliori del cast, a dimostrazione che è riuscita a togliersi l’etichetta de “la Daenerys di Game of Thrones”.

Solo: A Star Wars Story | Il cast è un valore aggiunto

Solo: A Star Wars Story.
Solo: A Star Wars Story, applausi per uno strepitoso Donald Glover

Applausi a scena aperta se li merita Donald Gloover nei panni di un eccezionale Lando Calrissian versione “pappone”, ma è tutto il cast ad uscire bene dal film. Sorprende l’importanza del vero villain del film, il Driyden Vos di Paul Bettany arrivato dopo di tutti. Probabilmente Ron Howard ha dovuto rimettere mano alla sceneggiatura, considerando che il personaggio di Michael K. Williams è stato cancellato. Woody Harrelson e Enfys Nest (non sveliamo l’attore per ovvi motivi, ma anche qui la maschera è un simbolo ricorrente) sono personaggi importanti ed è sorprendente lo sviluppo che avranno durante la storia.

Chewbacca, con sotto il costume Joonas Suotamo, è sempre lui e l’evoluzione del rapporto con Han scena dopo scena rende il film ancora più bello. Tantissima carne al fuoco in Solo: A Star Wars Story come detto con tante emozioni per chi è cresciuto con la saga più famosa della storia del cinema: l’origine del nome Solo, il primo incontro tra Han e Chewie, la prima volta che il pilota guida il Millennium Falcon, la scena della fuga attraverso la rotta di Kessel sono solo alcuni dei momenti memorabili in un film che risulta a volte troppo piatto. A livello di ritmo sono le sequenze più western ad entusiasmare di più, compreso l’assalto al treno e i duelli all’ultima pistola. Per le musiche c’è da lodare il meraviglioso tema composto da John Williams dedicato ad Han Solo, ma il maestro è intervenuto anche in altri 5 momenti che vanno ad aggiungersi al resto della colonna sonora affidata a John Powell.

Solo: A Star Wars Story - Phil Lord e Chris Miller saranno nei crediti del film
Solo: A Star Wars Story, una scena all’inizio che mostra subito la pasta di Han

Solo: A Star Wars Story | Aria di sequel

Ci sono alcuni spunti e camei molto interessanti, altri di difficile comprensione per i fan della saga, in particolare uno totalmente inaspettato nel finale. La realtà è che Solo: A Star Wars Story con un finale che lascia tante domande aperte è un palese tentativo di aprire ad una nuova saga di film con questi giovani interpreti (Alden Ehrenreich avrebbe firmato addirittura per tre film).  che potrebbero soltanto migliorare. Dopo Star Wars – Gli ultimi Jedi avevamo sentito moltissime critiche per aver tradito alcuni aspetti storici della saga, di Solo: A Star Wars Story tutto si potrà dire del lavoro di Ron Howard tranne che non sia stato fedele all’essenza della saga con vitalità e freschezza che pensavamo di aver perduto per sempre. Il pubblico è sovrano, ma se tutte le nuove storie da raccontare regaleranno quel sorriso e gli occhi lucidi come grazie ad Han, Chewie e il Millennium Falcon allora ben vengano.

L’equipaggio di Solo: A Star Wars Story potrebbe tornare con un sequel

Solo: A Star Wars Story | Conclusioni

Solo: A Star Wars Story è un film che potrà piacere di più ai fan accaniti della saga, mostra cose che si aspettavano ed altre imprevedibili. Non è un capolavoro del cinema, ma si inserisce perfettamente nella time line della Galassia lontana lontana aprendo alla possibilità di una nuova serie di film legati all’iconico Han Solo. Il cast è convincente, più della regia di Ron Howard spesso poco coraggioso.

Il nostro voto

Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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