Björn Runge, abbiamo incontrato al Nordic Film Fest  il pluripremiato regista svedese, per parlare del suo ultimo film The Wife-Vivere nell’ombra , con protagonista Gleen Close e Jonathan Pryce, in uscita a settembre in Italia.
 All’interno Nordic Film Fest, la rassegna che nasce con l’intento di promuovere la cinematografia e la cultura dei Paesi Nordici , abbiamo incontrato il pluripremiato regista svedese Björn Runge  per parlare del suo ultimo film The Wife-Vivere nell’ombra , una co-produzione svedese, inglese e americana.
Il film, con un cast stellare, racconta la storia di Joan Castleman, interpretata dalla 6 volte candidata al premio Oscar Glenn Close, che dopo anni passati a  sacrificare il proprio talento e le proprie ambizioni permettendo al carismatico marito Joe (Jonathan Pryce) di prendersi completamente il merito delle sue opere letterarie, decide finalmente di ribellarsi durante il viaggio a Stoccolma per ricevere il premio Nobel alla letteratura.  The Wife-Vivere nell’ombra uscirà  nelle sale italiane in autunno.
 Siamo qui al Nordic Film Fest, e le volevamo chiedere  se ci poteva raccontare qualcosa sul suo ultimo The Wife- vivere nell’ombra, che sappiamo parla di una ghost-writer 

Björn Runge :  La prima scena del film inizia con una una telefonata la mattina presto perchè vivono nella costa est americana ed era  l’accademia del nobel svedese che diceva a Joe Castelman aveva vinto il premio nobel per la letteratura quell’anno, lui era felice e la famiglia era felice erano tutti felici e sarebbero andati a Stoccolma per ricevere il premio. Joe Castelman e Joan Castleman interpretata da Glenn Close, insieme al loro figlio interpretato da Max Irons e quando arrivano a Stoccolma è anche un viaggio indietro nel tempo, perché la moglie ricorda come si sono incontrati quarant’anni prima come si sono creati una vita insieme e come hanno iniziato ad essere scrittori e improvvisamente arrivi in un punto del film dove non sai qual’è la verità e quale non lo è la relazione tra l’uomo e la moglie, e questo è cio’ di cui parla il film, non posso fare spoiler, ma è nell’insieme un dramma, è un actors film, ma è anche commedia e tragedia”

Proprio in questi giorni è esploso lo scandalo sessuale riguardo all’accademia del Nobel, ed è stato deciso che il premio per la letteratura quest’anno non verrà assegnato, davvero una coincidenza curiosa con l’uscita del suo film.

Björn Runge : E’ molto strano, quest’anno 2018 c’è solo un premio nobel che sarà consegnato, quello del nostro film a Castelman ed è molto strano, non lo so cosa sia appena successo ma è strano noi avremo un premio nobel nel nostro film quest’anno”

 

Questo film è una grande produzione americana e svedese, ha avuto problemi oppure la massima libertà nella realizzazione.

Björn Runge : E’ un molto film inglese, inglese con collaborazioni svedesi e americane, ma ho pensato che fosse un momento bellissimo per girare e le collaborazioni con i produttori sono andate bene, ognuno vuole trarre il meglio dal materiale e questo fu perfetto per me perché noi abbiamo lavorato fino a quando eravamo soddisfatti e quando eravamo soddisfatti il film era stato completato sono molto orgoglioso del film

Siamo ora nella mostra dedicata a Bergman, per gli italiani Ingmar Bergman è il cinema svedese, ma di recente nuovi registi, nuova energia, cosa ne pensa dei nuovi registi e di quelli giovani che stanno debuttando.

Björn Runge:  “Un regista svedese che ha vinto a cannes, Ruben Östlund viene dalla mia stessa città Göteborg, ma per me Ingmar Bergman è sempre stato un’ispirazione, quando ero giovane andavo a vedere molti dei suoi film al cinema è per noi come Fellini per voi, nel suo lavoro era un mostro, e ho voluto essere ispirato dal suo modo si lavorare con gli attori nei primi piani in particolare ne abbiamo usati molti in The wife, il film che ho fatto e agli attori è piaciuto e hanno dato cosi’ tanto che mi hanno sorpreso e se stessi ed improvvisamente perché ci siamo presi cura della loro recitazione in un modo in cui non erano abituati, in quel modo Bergman mi ha ispirato, nel senso come gestire la cinepresa e gli attori.”

Il film potrebbe andare in anteprima per il nostro paese alla Mostra del Cinema di Venezia con il cast data l’uscita in Italia nello stesso mese?

Björn Runge: “No perchè la prima mondiale è stata al festival di Toronto, perché il film non era stato venduto in America cosi’ i produttori avevano detto che dovevamo andare a Toronto, e a Toronto dovevamo trovare un compratore e l’abbiamo trovato”

 Come è stato lavorare con Glenn Close e Jonathan Price e in particolare con Glenn Close

Björn Runge: Glenn Close è divina, era ad un livello che ero assolutamente estasiato e non pensavo che sarebbe stata così brava lei è molto brava, penso che questa sia una delle sue migliori interpretazioni della sua vita, non lo so (indicandosi con la mano come se volesse prenderne il merito) ma penso sia bellissima.”

L’ultima domanda, , cosa pensa del nuovo cinema italiano, no Fellini no i vecchi film , ma Sorrentino ad esempio.

Björn Runge: “Amo La grande bellezza, penso sia un film bellissimo e ho visto anche alcuni dei suoi primi film, dei nuovi ho visto The young pope e anche loro ed era fantastico forse dei registi odierni italiani conosco solo sorrentino non ho visto molti film italiani, non sono un esperto ma lui è molto bravo.”

 Vai a pagina 2 per altre info sulla biografia del regista!

Roberto Leofrigio

Laureato in Scienze della Comunicazione, critico cinematografico, ufficio stampa per eventi e festival, cameraman professionale. Da 20 anni intervista chi conta in tutti i settori dello spettacolo e non solo.

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