Cinquanta Sfumature di Rosso, Christian ed Ana, novelli sposi, condividono il loro legame inossidabile e vivono una vita di lusso. Ma proprio quando lei entra pienamente nel ruolo della Signora Grey e Christian si rilassa, si presentano nuove minacce che potrebbero mettere a repentaglio un loro lieto fine, ancor prima che inizi la loro vita coniugale.

Ultimo capitolo della saga Cinquanta Sfumature di Rosso si aggiunge alle innumerevoli trilogie famose e non della storia del cinema, anche se in quest’ultimo capitolo resta poco del sesso mentre si fa vincente l’idea della famiglia che lotta contro nuove minacce. Se partiamo immediatamente nel criticare al livello cinematografico questo terzo capitolo, senz’altro il più debole (ma lo era anche il Ritorno dello Jedi !) James Foley, ottimo mestierante segue il compitino assegnato un po’ troppo. I due protagonisti ce la mettono tutta per accontentare gli innumerevoli fan, e dobbiamo ammettere che Dakota Johnson svestita o non è davvero in parte, un po’ meno il suo compagno che sembra magari in attesa di un quarto capitolo con il suo punto di vista (un progetto in cui sperano tanto i produttori, un po’ meno gli attori).

Tuttavia l’aver portato sullo schermo Cinquanta Sfumature di Rosso,  ha permesso alla saga creata  da E.L. James di aumentare vertiginosamente le vendite di tutti i romanzi ed anche di tanti “gadget”, che vediamo ormai presenti in questo terzo capitolo come products placement, ci deve far riflettere. Questo terzo episodio arriva nel periodo del Time’s Up dove lo scandalo Weinstein ha trasformato Hollywood, dove perfino in Formula Uno si è deciso di togliere le ragazze dalla griglia le famose ombrelline, e sembra anche che la storia di Christian ed Ana  giunga ad un tono più tranquillo conciliatorio , meno sesso, fiocco azzurro in arrivo. In realtà per i fan dei romanzi in particolare, sanno bene che la storia è differente. I film non sono altro che un modo di illustrare le storie dei libri in modo patinato, ma la fantasia dei lettori resterà ed forse questa la vera forza della saga, perché  di saga ormai possiamo parlare per  le  Cinquanta Sfumature. Poco importa che il film sia odiato dai critici e da un certo tipo di pubblico, che non ha mai letto i libri  e magari mal sopporta la propria compagna che lo adora, visto che i romanzi sono diretti ad un pubblico femminile, che per la verità è sempre quello che legge più libri rispetto a quello maschile.

Di conseguenza criticare il film usando aggettivi come patinato, goffo, con poco sesso sadomaso  a conti fatti è decisamente errato, stiamo parlando di un fenomeno solo in parte cinematografico che ha permesso a numerose industrie dedicate al sesso con oggetti ed “utili accessori” di svilupparsi, che de facto ha riempito dopo una certa ora notturna i nostri canali generalisti con programmi dedicati al sesso, e potremmo continuare. E davvero risulta superfluo scrivere che il film rappresenta una semplice favola,  dove un principe moderno ricco, anzi ricchissimo (ma non sa cucinare, almeno qualcosa per creare empatia) corona il suo sogno d’amore e sesso sadomaso con la bella Ana, volando a Parigi in Jet Privato per il viaggio di nozze (ma con una buona classe economica tutti possono andare a Parigi con la propria amata). Tutto quello che è stato scritto e verrà scritto sicuramente a sfavore di quest’ultima pellicola, alla fine sono solo parole, mentre  resta l’elemento di un certo tipo di sesso che scatena le fantasie delle donne, a volte (purtroppo) anche qualche perversione maschile di troppo, ma in quest’epoca fatto di app per appuntamenti scabrosi, video chat gratuite dove esibirsi, forse se alla fine di tutto trionfa la famiglia ci lascia pensare che la stessa scrittrice a modo suo ha voluto regalare dei sogni e tante “idee” ai suoi fan sparsi in tutto, ma alla fine la famiglia vince sempre. Da parte di chi vi scrive resta solo un pensiero fisso a livello cinematografico, che se un episodio della saga fosse stato diretto dal nostro maestro Tinto Brass ora potremmo parlare di un piccolo capolavoro del genere, invece ci dobbiamo limitare a bollare il film come decisamente inferiore al libro, ma grazie alla bontà dei fan l’incasso sarà assicurato, anche quello per  i tanti “gadget”  legati all’industria del sesso, e se poi nasceranno tanti bambini, beh non sarà un male, anzi!

Voto: 1/5 

Dall’8 febbraio al cinema distribuito da Universal Pictures Italia

Roberto Leofrigio

Laureato in Scienze della Comunicazione, critico cinematografico, ufficio stampa per eventi e festival, cameraman professionale. Da 20 anni intervista chi conta in tutti i settori dello spettacolo e non solo.

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