Ore 15:17 Attacco al Treno, il 21 agosto 2015 il treno Thalys n.9364 da Amsterdam a Parigi, dopo aver superato Bruxelles ed essere giunto in territorio francese, un terrorista belga di origine marocchina Ayoub El Khazzani, esce dalla toilette imbracciando il fucile mitragliatore Kalashnikov e con a tracolla una borsa piena di caricatori: è pronto a compiere una strage. Tre marine americani in vacanza però lo impediranno: i tre si chiamano Anthony Sadler, Alex Skarlatos e Spencer Stone.

Ore 15:17 Attacco al Treno, a volte si realizzano film su storie vere dopo molto tempo, magari gran parte degli  spettatori non sono al corrente della storia e comunque si cerca una storia i cui accadimenti, i cui eventi possa essere di intrattenimento. Sicuramente niente di quanto scritto è passato per la testa di Clint Eastwood che dopo l’eroico pilota Sully che ammara nell’Hudson, o con il meno recente American Sniper, è ancora in cerca di eroi. Stavolta decide di portare sullo schermo quelli veri.

A causa del fatto del breve lasso temporale dell’evento e probabilmente per la prima volta nella storia del cinema, dove a volte si era scelto di dare un piccolo ruolo al personaggio storico come cameo, viene fatta una scelta davvero audace, dove per oltre metà della pellicola vediamo i  tre veri protagonisti dell’azione. Una scelta  notevole per l’anziano, ma solo al livello anagrafico, Clint Eastwood che non avuto nessun dubbio nel portare questa vicenda al cinema appena tre anni dopo il suo verificarsi. Il risultato finale forse non lo pone tra le pietre miliari della sua cinematografia, ma resta comunque un tassello importante nella storia del regista. Eastwood ama portare sullo schermo non solo degli eroi, ma eroi veri, niente super-uomini: in questo caso tre ragazzi amici fin dal tempo dell’infanzia, dove erano decisamente dei “losers” o per meglio dire sfigati, raccontati prima attraverso la loro infanzia e poi nello loro scelte di vita: Skarlatos sceglie di fare servizio  nella guardia nazionale, Stone nell’aeronautica militare mentre  Sadler studia al college.

La storia è tratta dal libro (in uscita assieme al film in Italia, in contemporanea il libro edito da Rizzoli)  curato assieme a Jeffrey Stern, eventi che tuttavia prima della sua pubblicazione avevano interessato Clint Eastwood, il quale incontrò i tre giovani nel 2016 durante la consegna del premio Hero Award agli Spike Guy’s Choice Awards 2016, premio da lui stesso consegnatogli; in quella occasione gli chiese le bozze del libro che era in preparazione. Una premessa doverosa da “press book” perché se vogliamo recensire o criticare un film come questo ci si deve chiedere: “ma se tu avessi sventato un folle attentato e poi Clint Eastwood ti avesse chiesto di farne un film,  anzi già che ci sei di fare l’attore protagonista?”. Questa è sinceramente la domanda che mi sono posto e che gli spettatori si porranno guardando il film, che tutti sappiamo come va finire ma non eravamo al corrente che i tre amici lo erano già da giovanissimi, ragazzi ben addestrati e istruiti, nella norma, nessun superman: quel giorno per tutta una serie di eventi che solo il destino, o la mano di Dio, come la prima pallottola che inceppò il mitragliatore diretta a Spencer Stone, li ha portati ad evitare una strage e ora li ritroviamo sul grande schermo, si fanno anche i selfie a Venezia e a Roma per raccontare la loro storia vissuta una seconda volta con Eastwood che li dirige.

Forse la vera essenza di questa pellicola, al di là della retorica che alcuni troveranno, sta nella semplice storia di tre amici che fanno le cose che facciamo tutti in vacanza, specie da giovani (vedi una favolosa serata in discoteca ad Amsterdam) che poi  salgono su un treno con l’intenzione di  vedere Parigi, anche se molti dicono che i francesi sono poco simpatici e si ritrovano a salvare la vita a 500 passeggeri di quel treno, a ricevere la Légion d’Honneur  dall’ “antipatico” Presidente Holland ed a essere tributati di ogni onore in patria e nel mondo. Spencer Stone: ” Abbiamo avuto l’opportunità di fare qualcosa e l’abbiamo colta. Mi sono voltato verso il corridoio e ho visto Ayoub, circondato da altri viaggiatori in pieno stato di shock. Per fortuna eravamo tutti e tre in grado di agire . E ovviamente Dio ci stava guardando le spalle”.

Probabilmente ore 15:17 Attacco al Treno non sarà ricordato come uno dei capolavori di Eastwood, ma quello che hanno fatto Anthony SadlerAlek Skarlatos e Spencer Stone lo rimarrà per sempre e scusateci se vi abbiamo detto come finisce il film, ma siamo sicuri che vorrete vedere anche voi la semplice storia di tre ragazzi che per un giorno hanno fatto solo il loro dovere, salvare altri esseri umani dalla follia omicida di una organizzazione chiamata Isis, nel cuore di un’Europa che ha visto tante altre follie omicide.

Voto: 5/5 non per il film, ma per i veri eroi che non diventeranno mai grandi attori ma che lo sono stati quando serviva nel film della vita.

Ore 15:17 – Attacco al treno nei cinema italiani l’8 febbraio 2018, distribuito da Warner Bros Italia.

Roberto Leofrigio

Laureato in Scienze della Comunicazione, critico cinematografico, ufficio stampa per eventi e festival, cameraman professionale. Da 20 anni intervista chi conta in tutti i settori dello spettacolo e non solo.

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