Ferdinand arriva in tutte le sale italiane e noi di TalkyMovie abbiamo incontrato in esclusiva il regista Carlos Saldanha con cui abbiamo parlato del film, ma anche del suo futuro.

Ferdinand è uno dei gioiellini in arrivo per questo Natale, lungometraggio d’animazione ispirato al romanzo “La storia del toro Ferdinando” di Munro Leaf. Il regista Carlos Saldanha è riuscito a realizzare una storia che è un racconto d’amicizia e famiglia, un film in grado di commuovere e divertire allo stesso tempo. In Ferdinand avremo la riprova di come l’animazione possa essere un veicolo privilegiato per raccontare l’accettazione della diversità e in questo caso il tutto è supportato anche da alcune splendide musiche organiche e funzionali alla storia. Abbiamo avuto il piacere d’intervistare in esclusiva  Carlos Saldanha che ci ha raccontato proprio le difficoltà della trasposizione, ma anche com’è riuscito proprio ad unire scene fortemente drammatiche ad altre divertenti e del suo futuro con un “Rio 3” di cui tanti hanno parlato.

La nostra video intervista al regista di “Ferdinand” Carlos Saldanha

 

Carlos come hai lavorato in Ferdinand, dovendo partire per la prima volta da un libro, per rendere animato questo forte messaggio?

Ferdinand è il primo film che faccio che è stato tratto da un libro. Tutti i miei film precedenti erano basati su idee originali, mentre per questo sono dovuto partire dal libro. Mi è stata data però la libertà di andare oltre, anche perché il libro è molto breve. Il messaggio era molto forte, perciò ho iniziato da li. Sapevo che il film sarebbe dovuto essere tutto dal punto di vista di Ferdinand, e sempre fedele al messaggio: sii sempre te stesso, e non giudicare il libro dalla copertina. É questo l’obbiettivo, ma è davvero complicato, perché è qualcosa che devi sempre tenere a mente. Quindi ho dovuto costruire tutto a partire da questa cosa molto piccola, ma dal cuore grande. Sapevo come sarebbe finito il film, per via del libro, così ho deciso di iniziare da li. E iniziando dal terzo atto, avevo già presente come si sarebbe dipanata la storia a livello emotivo. Solo successivamente ho iniziato a sviluppare il resto dall’inizio alla fine.

Ferdinand ha un messaggio molto forte, ma ci sono anche dei passaggi altrettanto ironici. Forse è uno spoiler, ma ad un certo punto c’è anche una battuta molto divertente su Stallone, c’è anche in originale?

Ah, è un gioco di parole. In realtà posso solo parlare in generale, ma è interessante perché il bello di fare questo film è anche cercare di trasmettere il messaggio che va bene essere diversi. Come ci si possa divertire e scherzare al riguardo, poi dipende dalle varie culture di riferimento… Abbiamo probabilmente tutti una battuta diversa per esprimerlo.

Molti dei tuoi film hanno degli animali come protagonisti, penso a “L’Era Glaciale”, “Rio” e ora “Ferdinand”. Come mai questa scelta? Prossimamente avremo un terzo capitolo di “Rio”?

Si, in effetti molti dei miei film hanno animali come protagonisti, ma in realtà è solo una coincidenza, dipende dai progetti che mi propongono. Però adoro fare questo tipo di film, è un modo per creare diversi tipi di storie con dei personaggi divertenti e visivamente interessanti. É sempre interessante constatare come le persone si rivedano in questi animali e connettano con loro anche più di quando i protagonisti sono degli umani. Mi è sempre piaciuta questa cosa. Per quanto riguarda il futuro, non saprei, mi piacerebbe fare un live action ibrido di effetti speciali o qualcosa che misceli più tecnologie. Ma per altri film animati, non ho ancora deciso. Per ora sto finendo questo, vedremo cosa accadrà in futuro. Rio 3? Non ancora.

Ferdinand è nelle sale italiane distribuito da 20th FOX.

Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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