Jumanji – Benvenuti nella giungla, diretto da Jake Kasdan il bel sequel per il classico film interpretato dal bravissimo compianto Robin Williams (che uscì nel 1995, solo nel 1996 invece nelle nostre sale). La storia continua.

Jumanji – Benvenuti nella giungla: il timore classicissimo di tanti era certo: “oddio un nuovo  remake !”, bene per fortuna noi e tutti gli appassionati di questo classico possiamo tirare un sospiro di sollievo.

Il film riparte esattamente dalle ultime sequenze della prima pellicola che ci mostra la scatola del gioco di Jumanji semisepolta su una spiaggia. Il primo Jumanji , oltre a riscuotere un grande successo è ormai considerato un vero e proprio cult degli anni ’90 anche perché nobilitato dalla presenza del grandissimo Robin Williams, la produzione attuale dove è coinvolto in primis uno dei protagonisti Dwayne Johnson tuttavia non ha sbagliato e forse complice proprio la prematura scomparsa di Williams si è deciso di fare ripartire il nuovo film esattamente dal lontano 1996 con  la sua scatola del gioco con i tamburi rutilanti che fanno da ‘colonna sonora’ del gioco e da questo punto rapidamente adattarlo ai giorni nostri.
Il gioco una volta ritrovato viene portato a casa di Alex Vreeke che lo snobba subito in favore della sua console di ultima generazione con le sue cartucce, ma nella notte il gioco, scandito dal familiare rullìo di tamburi si trasforma a sua volta in una cartuccia da videogame, a quel punto il povero Alex decide subito di provare con il risultato di venire risucchiato al suo interno. Solo trascorsi 22 anni saranno quattro ragazzi che lo ritroveranno per puro caso nel loro college, mentre eseguono delle pulizie in un vecchio scantinato a causa di una punizione: accendono la console e a loro volta vengono risucchiati dal gioco.

L’avventura (ri)-comincia. Il grande pregio del film sta non solo nell’aver adattato al gusto attuale, ma anche all’introduzione  dei quattro giovani attori che rappresentano il classico college americano: il nerd gracilino, la bellina che vive solo selfie, il giocatore di football afro-americano, la ragazza genialotta ma che vive isolata da tutti e non ha mai baciato un ragazzo in vita sua. Ed ecco i nostri 4 del college di colpo eccoli trasformati negli avatar del gioco: il Dr.Smolder Bravestone nelle fattezze del potente e muscoloso Dwayne Johnson – The Rock, che mantiene il suo fare da nerd, la bellina che diventa il rotondo e tarchiato Shelly Oberon alias Jack Black con tutti gli equivoci causati dal fatto di essere dentro un corpo maschile, il prestante giocatore di football diviene il tarchiato portatore di zaino Moose Finbar alias Kevin Hart e la ragazza genialotta, ma poco attraente ed asociale, diventa la splendida Ruby Roundhouse con short e toppino, esperta di arti marziali interpretata dalla bellissima Karen Gillan.


Il risultato della pellicola a differente del suo predecessore è di portare tutti i personaggi all’interno del gioco o videogioco e non il contrario come accadeva nel film precedente. Solo una citazione per Alan Parrish per rendere il più che doveroso omaggio a Robin Williams, ma la forza del film sta proprio nel volere cercare un qualcosa di decisamente nuovo e più attuale per la generazione dei videogame, e le  gag di un Jack Black che in realtà è una bellissima ragazza possono solo dare una idea del divertimento. Tanta computer-graphics come nel capitolo precedente (che tra l’altro non sfigura affatto nonostante i passi da gigante fatti nel settore), mentre nei panni del cattivo di turno John Hardin troviamo Bobby Cannavale , erede del Van Pelt di Jonathan Hyde.

La pellicola sfrutta tutte le caratteristiche del classico videogioco con le sue vite disponibili (solo 3) e la ricerca di oggetti per poter andare avanti nei livelli successivi, punteggiato da grande humour e coinvolgendo gli spettatori più giovani e gli incalliti nerd che probabilmente stanno portando i loro figli al cinema e che probabilmente  li costringeranno al termine della visione ad un partita di boardgame e non videogame, perché decisamente più coinvolgente grazie alla fantasia e alla reale interazione tra persone che genera ogni volta un boardgame. Forse questo sembra quasi essere il messaggio nascosto da questo rutilante sequel che punta a riportare al cinema i fan prigionieri del loro Jumanji dopo 22 anni assieme ai loro figli, il buon vecchio Alan Parrish siamo certi che nell’altro gioco, che si trova tra le nuvole, stia sorridendo divertito.

Il film uscirà il 1 gennaio 2018 distribuito da Warner Bros.

 

 

 

Roberto Leofrigio

Laureato in Scienze della Comunicazione, critico cinematografico, ufficio stampa per eventi e festival, cameraman professionale. Da 20 anni intervista chi conta in tutti i settori dello spettacolo e non solo.

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