Star Wars: Gli Ultimi Jedi, per la scelta del titolo di questa recensione evitando gli spoiler solo Winston Churchill con un suo aforisma poteva venire in aiuto della saga.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi. Non è la fine, Non è neanche il principio della fine. Ma è forse, la fine del principio“, questo notevole aforisma di Winston Churchill rende bene e sintetizza questo ottavo capitolo della saga di Star Wars diretto da Rian Johnson. Arduo recensire 152 minuti di azione con colpi di scena, ricco di omaggi per i fan i più incalliti e ‘vintage’, e al tempo stesso produrre un degno seguito alla pellicola di J.J. Abrams il quale si era limitato ad una banale, senza ‘azzardare’ nulla, rivisitazione del primo film della mitica saga. Nettamente migliore rispetto a quello di J.J. Abrams è questo Star Wars di Rian Johnson.

Star Wars: Gli Ultimi Jedi contiene a sua volta la struttura narrativo dell’Impero Colpisce Ancora, grazie a numerosi colpi di scena che moltiplicano il: “Io sono tuo padre”, lasciando ovviamente tanti dubbi da dove vengono i nostri eroi e i loro nemici, in particolare sul Leader Supremo Snoke. Mentre da un punto di vista strettamente “militare” lascia delle perplessità in alcune scene, tuttavia occorre riconoscere alla sceneggiatura di avere dato fondo a tutto l’armamentario dell’universo di Star Wars, donando anche interessanti note sociologiche e commerciali su come si svolga questa battaglia per la libertà in una …galassia lontana lontana.  Impossibile raccontare tutto, sia per volontà di evitare i noiosi spoiler, cosa che vale per qualsiasi film, ma soprattutto perchè la trama è talmente intricata e coinvolgente che anche i fan più accaniti, pronti a rivedere il film più volte, questa volta saranno letteralmente obbligati a farlo al fine di comprendere tante sfumature e cogliere meglio le tantissime formidabili scene.

Ovviamente la principessa Leia Organa, la compianta Carrie Fisher assieme a Luke Skywalker (Mark Hamill), hanno il compito di traghettare i fan vintage nella nuova saga e ci pare sinceramente che il compito sia perfettamente riuscito grazie alla complicità del Falcon pilotato ormai da Chewbacca. I più giovani non potranno non farsi intrigare dal lato oscuro di Kylo Ren, un possente Adam Driver che decisamente con il suo volto emerge come il nuovo Darth Vader protagonista della saga, mentre Oscar Isaac con il suo Dameron Poe e la nostra Rey (Daisy Ridley) diventano in modo definitivo i nuovi eroi ben coadiuvati da Finn (John Boyega) e la new entry Rose Tico  (Kelly  Marie Tran) assieme a tanti altri  nuovi personaggi; in particolare Laura Dern  e Benicio del Toro, che sebbene siano presenti in poche scene danno un maggior valore aggiunto a questo episodio.

Se l’obiettivo della pellicola era di portare in modo definitivo i fan nella nuova saga e convincere (come il sottoscritto) quelli vecchi, convinti  che  in realtà esisteva solo la prima trilogia  e prequel e sequel centrano poco, bene probabilmente si è riuscito nell’impossibile…almeno per chi vi scrive.

Nonostante alcuni errori, il film riesce a collegarsi perfino con i vituperati prequel di Lucas, che ormai grazie alla forza della storia riescono a loro volta a trovare una loro collocazione anche nel cuore dei fan più accaniti. A volte troverete in questo nuovo episodio qualche tocco stile “Disney” anzi meglio dire Lucas-Ewoks, ma restate sereni poiché non è niente di esagerato: tutta la grandiosa epica, quella che aveva portato L’Impero Colpisce Ancora ad essere uno dei migliori film di fantascienza mai realizzati (e tale per noi rimane) viene mantenuta, forse un pò ‘allungata’ vista la durata, ma giustificata dall’incredibile mole di personaggi di storie e sottostorie introdotte.

Del resto il pubblico vuole intrattenersi e una volta tanto va al cinema a farlo, dove con religioso Jedi si fa percorre da un brivido dietro la schiena ascoltando la rombante colonna sonora del Jedi più leggendario, come il compositore John Williams, mentre appare la scritta Star Wars e lo scorrere dei titoli che raccontano la storia,  per poi asciugarsi le lacrime quando appare nei titoli di coda in  “Loving Memories of Carrie Fisher“, davvero niente altro da dire: ora l’attesa è per il prossimo episodio, mentre chi vi scrive sa già che dovrà tornare al cinema a rivederlo, perché in questo episodio ci sta davvero troppo da vedere e rivedere. E se abbiamo aperto questa recensione con le parole di Winston Churchill  possiamo sempre chiuderla con le sue con un’altro aforisma: “il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta”.

Che la Forza sia con Voi

robertoleofrigio

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