“Hostiles” è il film di apertura della Festa del Cinema di Roma. Un western che in realtà è un viaggio interiore dei protagonisti per uscire dalla loro oscurità  sofferenza con dei grandi interpreti. La Recensione.

Hostiles” di Scott Cooper era stato presentato dal direttore artistico della Festa del Cinema di Roma Antonio Monda come “un film che non è solo un western”, un concetto che il regista mette fortemente in chiaro sin dall’incipit in cui compare la frase di D.H Lawrence:

“Nella sua essenza, l’anima americana è dura, solitaria, stoica e assassina. Finora non si è mai ammorbidita”.

D.H Lawrence è vissuto dal 1880 al 1930, ma il suo pensiero è rimasto incredibilmente attuale così come l’ostilità degli americani dell’entroterra verso il diverso come dimostra proprio il titolo “Hostiles”. Scott Cooper, che la Festa del Cinema di Roma aveva già potuto apprezzare due anni fa con “Out of The Furnance”, regala una metafora dell’America rurale che lo scorso novembre ha eletto Donald Trump condannandola, ma lasciando aperta una porta di speranza che dopo la fine dell’amministrazione Obama è rimasta soltanto socchiusa nelle grandi metropoli.

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Hostiles, Rosamund Pike protagonista assoluta

Un messaggio potente quello in “Hostiles”, veicolato da due personaggi stupendi interpretati sublimemente da Christian Bale e Rosamund Pike. Non è un classico western anche se ne ripropone ambienti e tematiche con omaggi a John Ford, ma è il modo in cui Scott Cooper vuole mostrarci quanto il suo paese si sia bloccato e il mito del confronto tra bianco e nero, tra il “buono e il cattivo” è evidente nel western più che in qualsiasi altro genere.

“Hostiles”, un film profondo ma a tratti ripetitivo nonostante due attori al top

Purtroppo per Scott Cooper però il messaggio da solo non basta perché la resa cinematografica di “Hostiles” è a tratti ripetitiva, eccessivamente lenta e vive delle caratterizzazioni dei personaggi date da un cast perfetto. Probabilmente il regista avrebbe dovuto osare qualcosa in più in termini di originalità dello script narrativo, ma alla fine ci troviamo davanti ad un buon prodotto che vive della dignità di quanto è chiamato a trasmettere. Il viaggio di dolore di Rosalie (Rosamund Pike) nell’accettare la sofferenza e la perdita della propria famiglia massacrata dagli indiani in “Hostiles” è il viaggio della stessa umanità che capisce come attraverso l’ascolto e la capacità di osservare si comprendono gli altrui punti di vista.

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Christian Bale vive un viaggio nella propria oscurità in Hostiles

Hostiles” sembra già dal titolo un film duro, quasi portatore di morte ed in fondo lo è dato che alla fine ci troviamo ad un gioco ad eliminazione dove man mano escono di scena personaggi a cui però non siamo riusciti ad affezionarci. L’empatia la proviamo per quei magnifici attori di Christian Bale e Rosamund Pike, che nel loro viaggio in “Hostiles” tra tinte oscure non fanno altro che mostrare come dopo oltre un secolo in America non sia cambiato molto ma che la possibilità di un futuro migliore ci sia sempre come in quest’opera che da distruttiva diventa portatrice di luce, veicolo di speranza.

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Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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