Prendre la large, uno dei film presenti nella sezione ufficiale della 12° Festa del Cinema di Roma del regista francese Gael Morel.

“Prendre la large“.Sempre più frequente è la decisione di molte imprese che messe alle strette per via della crisi economica prendono la drastica decisione di deolocalizzare  l’azienda in altri paesi. In Francia come in molti altri Nazioni, la legge sul lavoro tutela le persone in caso di deolocalizzazione dell’azienda proponendo un’indennità a seguito del licenziamento oppure la possibilità di trasferimento nel luogo in cui si essa sposta. E proprio da questa legge che il regista Gael Morel di “Prendre la large” è partito per la realizzazione del film.

prendre la large
Sandrine Bonnaire in “Prendre la large” Romaff12

Trama: “Prendre la large”

La protagonista di questa storia “Prendre la Large” è Edith, una donna matura che vive la sua vita in totale solitudine, dedita completamente al suo lavoro da operaia per un’azienda tessile. La decisione di spostare la sede della fabbrica cambierà completamente la vita della donna in “Prendre la large” che deciderà di accettare le condizione del trasferimento iniziando la sua vita in un paese completamente diverso da quella che è la Francia: il Marocco. E così che in “Prendre la large” inizia l’avventura di questa donna che senza il suo lavoro si sentirebbe completamente svuotata. Ma adattarsi in un nuovo paese non è sempre facile, sopratutto in quei posti dove la donna è purtroppo ancora sottomessa all’autorità maschile. Le difficoltà che dovrà affrontare non saranno facili, ma grazie all’amicizia di Mina riuscirà a ritrovare legami che da  tempo aveva perduto.

“Prendre la large”: La conquista di una donna della sua dignità!

“Prendre la large” non parla solo di disoccupazione, in un’era in cui questo indice continua sempre più ad aumentare, ma anche di coraggio e dignità. Perché questo è il concetto del lavoro per molti. In questo caso, è la storia di questa donna che si reinventa in un luogo dove solitamente si fugge, dando così un forte messaggio di speranza ed apertura. Una fantastica interpretazione di Sandrine Bonairre che da colore al suo personaggio e come Edith, non dimenticando le sue origini conosce bene il sacrificio per chi svolge un umile lavoro da operaio “[…] l’importate è essere consapevoli chi si è e da dove  si viene. Non c’è molto da capire quando si vede la difficoltà delle persona nel guadagnarsi da vivere. Sono cose viscerali non intellettuali”.

 

 

Commenta su Facebook!

Ambra Azzoli

Laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, presso l'università la Sapienza di Roma. Inizia ad avvicinarsi alla scrittura cinematografica nel 2013. Oltre la passione per il cinema, anche quella per il teatro, nata all'età di 12 anni, frequentando il primo corso di recitazione. Ama trascorrere il suo tempo tra libri, serie tv e film!

View all posts

Add comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *