Presentato al Festival di Venezia “Nato a Casal di Principe”, il film sulla vera storia di Paolo Letizia bambino scomparso e ucciso dalla mafia nel 1989. Ecco cosa ci hanno raccontato i protagonisti!

“Nato a Casal di Principe” è un film importante che racconta la storia del bambino Paolo Letizia scomparso nel 1989. Una storia di mafia cruda e spietata interpretata benissimo, ma alla presentazione a Venezia spazio anche alle polemiche con il Ministero dei Beni Culturali che non lo ha ritenuto degno di alcun finanziamento pubblico con la sola regione Campania a spendersi in prima persona.

L’intervista al cast di Nato a Casal di Principe

Abbiamo avuto modo di incontrare il fratello di Paolo, Amedeo Letizia che è anche produttore del film. Alessio Lapice interpreta proprio Amedeo Letizia assetato di verità su quanto accaduto al fratello. Una storia importante che può contare anche su una grande attrice come Donatella Finocchiaro e la regia di Bruno Oliviero. Ecco cosa ci hanno raccontato i protagonisti di “Nato a Casal di Principe”.

Amedeo questa è una storia vera raccontata in un romanzo, quando è nata l’idea del film “Nato a Casal di Principe”?

Amedeo Letizia: “L’idea è nata il 19 settembre 1989 quando rapirono mio fratello. I mesi successivi sono stati molto frustanti per me, volevo fare qualcosa ma non potevo fare nulla. Quando uscì il libro Gomorra di Saviano si è creata però l’idea che tutti quelli di Casal di Principe fossero criminali. Io non potevo neanche dire che mio fratello era stato rapito senza pensare alla camorra. Questo libro è nato dall’esigenza di raccontare la zona grigia di Casal di Principe. Io ho avuto la fortuna di far uscire fuori questa storia grazie al mio lavoro e a Paola Zavottini di Minimum Pax, anche grazie a Sergio De Angelis di Cinemusa produttore del film. Con Mariella abbiamo elaborato il momento del libro poi diventato film grazie a Rai Cinema. Trovarmi qui a Venezia è un sogno, noi il 28 febbraio stavamo sul set a girare e ora dopo 6 mesi siamo qui a raccontarlo”.

Quali sono le differenze con il libro in “Nato a Casal di Principe”?

Bruno Oliviero: “A me ha fatto paura all’inizio l’idea di fare un film su “Nato a Casal di Principe”, ma avendo fatto molti documentari conosco il rapporto personaggio persone vere. Il film è stato scritto da Massimiliano Virgilio ed in modo un po’ inusuale con sceneggiatori e regista. La pre produzione è durata quasi 5 mesi dandoci la possibilità di scendere nella realtà di Casal di Principe. Gli elementi del film sono quasi tutte reali”.

Amedeo Letizia e i produttori di Nato a Casal di Principe

Come hai costruito il personaggio e che tipo di interazione c’è stata con Amedeo per prepararti a “Nato a Casal di Principe”?

Alessio Lapice: “C’è stato molto tempo con i produttori che hanno permesso di lavorare in anticipo sul personaggio, ci hanno dato la possibilità di esplorare una storia vera abbinandola a quello che siamo noi mettendoci anche la nostra. Siamo stati chiusi in una cantina d’albergo neanche molto grande dove abbiamo realizzato le nostre prove. La preparazione del personaggio mi ha aiutato tantissimo ad avere un contatto diretto con le persone che hanno fatto parte di questa storia, essendo vera l’ho rispettata il più possibile anche con il disagio di abusarne in alcuni passaggi”.

Alessio Lapice è il protagonista di Nato a Casal di Principe

Bruno Oliviero: “La cosa importante è che dal momento in cui sono stato chiamato per fare il film era chiaro che sarebbe dovuto essere forte e autonomo. Non doveva essere solo una trasposizione della storia, per rispettare la memoria del fratello di Amedeo dovevamo farla uscire fuori. Invece di trasformare Alessio in Amedeo abbiamo portato fuori tutto ciò che di Amedeo c’era in Alessio. Anche Massimiliano, Donatella e tutti gli attori professionisti nel cast hanno portato un forte mimetismo con una grande preparazione. È stato un lavoro importantissimo”.

Massimiliano Gallo: “Abbiamo fatto un lavoro sul testo parola per parola, ha restituito dignità al film ma facendolo film perché non è un documentario. Mi è piaciuto molto il suo modo di girare, quasi con pudore nello stare in mezzo. Un film difficile perché si richiede un grande lavoro e devi stare molto dentro la storia e al personaggio. Era facile fare di più e cadere piangendosi addosso, ringrazio di nuovo Bruno perché era il più lucido. È una storia paradossale che andava raccontata, c’è il sospetto perché le persone possono pensare male della famiglia di Amedeo. Loro non solo hanno avuto un grande dolore ma neanche il corpo del fratello”.

Donatella Finocchiaro è la madre di Amedeo Letizia in Nato a Casal di Principe

Donatella Finocchiaro: “La cosa più straordinaria sono proprio le prove, non ricordo ultimamente un film da provare per 5 mesi. Il lavoro che abbiamo fatto, provando più volte tutte le scene e riprendendole spesso mentre le giravamo per migliorarle. Può capitare di incontrarsi qualche giorno prima con i compagni di set, ma di solito si prova senza mai essersi visti. Questa secondo me è la cosa che attorialmente mi ha dato molto nel film. Bruno poi aggiustava comunque sempre il tiro sul set. Io ho conosciuto la madre di Amedeo e l’incontro è stato importante, una persona misteriosa ed equilibrata”.

Lei è un regista documentarista prevalentemente, quali difficoltà ha trovato nella regia di “Nato a Casal di Principe” se ci sono state?

Bruno Oliviero: “Sembra che qualcuno voglia fare i film che sembrano documentari, ma non è così. Essere documentarista significa avere una posizione etica rispetto ai personaggi che sono prima di tutto persone. Bisogna interrogarsi moltissimo sulla forma quando si fa un film del genere. Molti di noi sono passati a fare film di finzione, ma sono diversissimi. Un film ha bisogno di una forma non basta il raccontare una storia”.

Nel film “Nato a Casal di Principe” appaiono anche i personaggi reali?

Amedeo Letizia: “Nel film appare mia madre, ci sono le mie sorelle e c’è mio nipote Paolo. Lui fa il mio cugino che in quel periodo veniva a cercare con me mio fratello. Lui non è stato raccomandato per i provini, mai avrei pensato che dicessero  tuo nipote è tra i ragazzi candidati”.

Bruno Oliviero è il regista di Nato a Casal di Principe letiza

Come siete stati accolti sul set a Casal di Principe? Che rapporto c’è stato con il Ministero dei Beni Culturali?

Bruno Oliviero: “Siamo stati accolti benissimo in questo film, il ministero non ci ha finanziato. L’unico finanziamento pubblico è stato della regione Campania grazie alla film commission, l’unica che c’è stata vicino. Il Ministero ci ha detto di no ed è stato uno scandalo”.

 

 

 

 

 

 

 

Thomas Cardinali

Giornalista pubblicista appassionato di cinema, serie tv e sport. Dopo aver gestito un blog e aver collaborato con testate nazionali (Romanews.eu, Blogdicultura, FilmUp) ed internazionali (melty.it) ho deciso di dedicarmi al nuovo progetto di Talky per un network indirizzato al pubblico under 30.

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