Nightmare on Elm Street: com’è stata data vita al serial killer Freddy Krueger? Nell’articolo un confronto con l’Arte e con la mente del regista Wes Craven. 

Nightmare on Elm Street è uno dei film horror che più ha influenzato la mia infanzia. Non solo perché dal genio di Wes Craver è nata una creatura come Freddy Krueger, ma perché tocca qualcosa che riguarda tutti noi: il sonno. Quello che può essere considerato uno dei più famosi serial killer del mondo è la raffigurazione di un intollerabile preoccupazione o un turbamento angoscioso che può colpire chiunque dorma.

Com’è nata un’idea simile nella mente di Wes Craven? L’aneddoto è abbastanza curioso e trova le sue radici in due episodi nell’infanzia del regista: il primo si basa sull’aspetto di un barbone che lo spaventò da piccolo mentre il nome è ripreso da quello di un bullo che lo tormentava da bambino. Questi due vicende sono riconducibili all’artista francese Edgar Degas e due sono le opere che più si avvicinano alla storia di Nightmare on Elm Street.

Il primo collegamento visivo è quello dell’opera L’assenzio databile al 1875-1876 e conservato al Museo d’Orsay di Parigi: l’opera che ha squisitamente l’animo della bohème parigina raffigura una povera prostituta, abbigliata in modo pateticamente lussuoso e un corpulento barbone parigino, dall’aria burbera, ma immensamente volgare. L’aria che li circonda è analogo a una silenziosa oppressione, quella che spesso caratterizza le suspense cinematografiche.

Il secondo quadro sempre di Edgar Degas è Lo stupro con una carica emotiva di forte d’impatto. A sinistra è raffigurata una donna in sottoveste, afflosciata su una sedia, impotente e umiliata. Il corsetto abbandonato sul pavimento, il letto intatto, le forbici aperte sul tavolo affianco ai monili e la fodera della scatola tinta di un rosso macabro sono indizi molto eloquenti che confermano la tristezza dell’episodio che si è appena consumato. L’incubo che si realizza, un’allegoria del personaggio di Freddy Krueger in Nightmare on Elm Street.

L’opera che però più si avvicina al concetto di sogno in cui si materializza il serial killer è L’incubo di Johann Heinrich Füssli, realizzato nel 1781. L’opera offre simultaneamente una visione sia soggettiva che oggettiva del soggetto dipinto, raffigurando sì una donna che sogna (il soggetto), ma anche il sogno stesso (l’oggetto). La tela fu probabilmente ispirata da esperienze di sogni a occhi aperti: anch’esse erano correlate al folklore del tempo e ad alcune fiabe che raccontavano di demoni e streghe che soggiogavano chi osasse dormire da solo.

Analizzando l’etimologia della parola inglese nightmare (appunto incubo) formata dall’unione di night (notte) e mare (cavallina), possiamo vedere quanto siano vicine le vicende del film Nightmare on Elm Street con il quadro di Füssli. Il secondo termine non si riferisce infatti a un equino, ma a un termine desunto dalla mitologia scandinava che si riferiva a uno spirito mandato a tormentare i dormienti.

Questi sono solo tre degli esempi artistici che si possono ritrovare alla base dei film di Was Craven che gioca sull’inconscio di ognuno. Il periodo più interessante da analizzare sarebbe il surrealismo, ma le porte da aprire sarebbero molteplici e i link vastissimi. Il subconscio è uno degli elementi più impegnativi da analizzare. E’ lo spazio dove si è soli con se stessi e con il proprio mondo interiore. Proprio per questo i film di Nightmare on Elm Street sono stati capaci di far provare paura, la stessa che accomunava gli artisti con il regista.

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Michael Camisa

Il mio nome è Michael e ho 20 anni. Studio all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Il cinema e l'Arte sono le mie grandi passioni. Perennemente in fissa con tutto ciò che c'entra con il Surrealismo e Halloween.

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