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Jim & Andy - The Great Beyond

Festival di Venezia – Jim Carrey commuove “Sarò un personaggio tutta la vita”

Jim Carrey stravolge Venezia 74 regalando tante emozioni durante la presentazione del film Jim & Andy: The Great Beyond.

Fuori Concorso a Venezia 74, Jim & Andy – The Great Beyond è diretto da Chris Smith e vede Jim Carrey nel ruolo di protagonista nel docufilm. Le immagini riportano lo spettatore fino agli anni di Man on the Moon, il film biografico che ha interpretato sotto la guida di Milos Forman e incentrato sulla vita di Andy Kaufman. Il comico americano aveva già chiesto a quei tempi di poter produrre diverso materiale del backstage, forse in base ad una visione del futuro che si è realizzata a Venezia 74. Intenso ed in grado di toccare le corde più profonde dell’animo umano, Jim Carrey era presente alla conferenza stampa al fianco del regista Smith e dei due produttori Eddy Moretti e Danny Gabai.

Jim, com’è stato lavorare a Jim & Andy – The Great Beyond?

Jim Carrey: “Di solito quando si fanno dei film si usa un kit elettronico per fare delle cose particolari. In questo caso non ero che io riprendevo. Il suo partner (di Andy Kaufman, ndr) e la sua ultima ragazza sarebbero stati la troupe del film, ma poi c’è stato questo processo organico di documentazione che andava al di là della pelicola. La parte più importante è stata il backstage.

È stata la prima volta che ti sei abbandonato al personaggio?

Jim Carrey: “Ho sempre avuto il sospetto che io stesso sarei stato il personaggio della mia vita. In questo film ero psicotico, come se fossi in un’altra dimensione. Il Grinch per esempio conteneva degli appunti, Ron Howard mi aveva preparato delle note. Con Andy avevamo discusso alcune note presenti sul copione: le stesse influenzarono la mia interpretazione del Grinch.

A proposito di Man on The Moon: Jim Carrey è riuscito a dare sempre una forte impronta ai suoi personaggi. Ha mai pensato di diventare regista di un suo film?

Jim Carrey: “Credo che l’interprete sia svenuta o io non capisco (risate ndr.). Si ho pensato di farlo ad un certo punto, ma ci sono anche persone che si guadagnano da vivere in questo modo e riescono a sviluppare tantissime idee. Amo certamente avere libertà nei miei progetti anche in modo eccentrico, quando mi chiedono ad esempio il colore della tovaglia, so che potrei sceglierlo.

Qunto è stato difficile convincere Jim a lanciare questo film?

Andy Moretti: “Non abbiamo dovuto convincerlo, è stata una sua idea girare questo materiale e darcelo. Chris ha preso il dietro le quinte ed è lui il regista del film. Jim ha dato tutto il materiale girato a Chris. Lo aveva dato anche a Milos quando aveva fatto i provini.

Jim Carrey: “Il vero attore e il vero autore del film è Andy. Era così impegnato in tutto quello che faceva ed ha reso possibile tutto questo. Quando Lin si è messa d’accordo con Bob ha capito cos’avrebbe fatto Andy in quel momento. Lui tornerà in vita e farà questo film.

 

Hai contribuito con buona parte dei ricordi e della biografia?

Jim Carrey: “Non esistiamo né io ne Andy dopo tutto, non esiste nessuno dei due.

Così come Andy Kauffman, lei è unico. Ha una genialità pura e inarrivabile. Dall’altro lato c’è un aspetto malinconico che affascina i grandi performer: quanto è stato difficile dominare questi due lati fragili e misteriosi?

Jim Carrey: “Credo che la mia personalità sia stata tutto alla fine. Credevo fosse tutto per me all’inizio di questo viaggio incredibile della mia carriera. Tutto era incentrato nel fare personaggi nei film, ma ti rendi conto che quando rivesti i panni del personaggio, diventi a tua volta un personaggio. Anche grazie a questa esperienza mi sono reso conto di questi particolari. C’è un personaggio in particolare che ha interpretato me per tutta la vita. Non ho un Me o un Sè. Noi non siamo un Ego, un Io, o qualsiasi tipo di energia che viene etichettata. C’è un’insieme di idee riguardo al retaggio culturale e la nazionalità come ancore di una barca che non esiste. Passiamo la vita a cercare ancore, ma in realtà noi non esistiamo e siamo soltanto delle idee combinate e fuse insieme. Ci mettiamo braccialetti da indossare nella nostra vita costituito da piccoli ciondoli di idee.

Alla fine del documentario si dice che Universal non voleva diffondere il filmato perché sembravi cretino? Man on the Moon era considerato un film di successo?

Jim Carrey: “Dipende dalle abitudini delle persone al box office. A volte usi materiale rischioso che non fa 200 milioni in una settimana. Non fu un flop dato che ebbe un buon successo al box-office e anche per i critici. La gente si deve dimenticare che Jim diventa Andy in questo film. Sì, Bob Smuda e io volevamo fare un documentario da far uscire prima del film ma Rob Liner aveva detto che tutto questo materiale doveva essere inserito nella pellicola. La Universal voleva difendere la stella di Andy e posso capire il loro punto di vista. Probabilmente sarebbe stato meglio agire senza preoccupazioni. Alla fine ci hanno concesso il materiale.

Chris quando sei stato coinvolto in questo docufilm, cosa hai fatto?

Chris Smith: “Sì è vero mi sono innamorato del materiale di Jim e abbiamo potuto parlare con lui liberamente e questo ha aggiunto un ulteriore dimensione al documentario, ha fornito un contributo fondamentale, magico. Nel film possiamo parlare della carriera di Andy, una fonte di materiale stupefacente e alla fine c’è stata una vera e propria escalation che ha mostrato cosa succede quando si realizzano i propri sogni.”

Jim, tu avresti voluto portare Tony Clifton a Venezia?

Jim Carrey: “No, Tony è uscito dalla mia vita, ma il suo spirito aleggiava in tutto il film.

Jim, in questo tuo nuovo lavoro hai messo insieme due film. Potrà essercene un terzo in futuro?

Jim Carrey: “No non credo. Ci sono dei mash up su Youtube e Chris è l’ultimo regista che ha messo le mani su questo materiale. Noi abbiamo tutta la barca, per intenderci, ma siamo alla ricerca di un’ancora. Abbiamo la documentazione di Milos, quello che ha fatto Andy ed alla fine quello che ho fatto io. Questo [nuovo lavoro ndr] è già un trionfo.

Jim, è difficile trovare uno che osi così tanto, penso che la commedia possa crescere ancora. 

Jim Carrey: “Sì, è vero ci sono cose bellissime ed altre no. Tutte le generazioni hanno i propri eroi: io volevo distruggere Hollywood, non volevo farne parte. Volevo distruggere quelle persone con il grande Ego, quell’atteggiamento alla Clint Eastwood. Volevo essere sovversivo, l’onestà è sovversiva. Nella città della maschere tutti ne indossano una, ma se uno è autentico si vedono che gli altri indossano delle maschere e questo lo possiamo proprio dire qui a Venezia, la città delle maschere.

Jim, prima di questo documentario ne è uscito un altro dove fai il pittore. Vuole portare il suo pubblico in una direzione precisa?

Jim Carrey: “L’arte fa parte di m , ci sono cresciuto. Ovviamente se ho poco tempo dipingo meno, ma da quando ero ragazzino volevo fare cartoni animati. Un mio compagno di banco di quando ero bambino, mi ha rimandato i miei disegni una volta che sono diventato famoso. In uno dei miei dipinti più decenti ci sono dei soldati a bordo di un elicottero. Uno piange, uno scruta sotto la benda. L’ho finito ora: ho disegnato una ballerina su una porta, che per me rappresenta le Grazie. Non so se ho risposto, spero di sì.

Hai parlato della commedia moderna. Nei primi film che hai fatto ricordi molto Jerry Lewis, non so se possiamo fare questo paragone. 

Jim Carrey: “Jerry Lewis per me era un genio assoluto. Lui ci ha dato tutto, ma rimango sono colpito da tutti gli attori. Anche Marlon Brando era un comico eccezionale. Gli artisti più grandi hanno tutto nelle loro performance. La scomparsa di Jerry Lewis è stata un grande dramma, ma la sua vita è stata incredibile e io mi sono collegato a Jerry. A volte lo avvertivo telepaticamente: accendevo la tv e c’era un suo film. Lui poi parlava in questo modo [imita la voce di Jerry, ndr] molto particolare. Parlava in modo buffo! Forse per voi non significava nulla, ma per significa tantissimo. Tornando al film, sono contento che abbiamo preso i mattoncini del mio Lego ed abbiamo creato questo fantastico lavoro.

 

 

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