venerdì , 19 Aprile 2019
Jimmy il Fenomeno è morto a 86 anni

Jimmy il Fenomeno è morto a 86 anni

Jimmy il Fenomeno, uno dei più famosi caratteristi del cinema italiano, è morto oggi nella casa di cura in cui si era ritirato dal 2003.

Jimmy il fenomeno

Jimmy il Fenomeno, all’anagrafe Luigi Origene Soffrano, era nato a Lucera, in provincia di Foggia, il 22 aprile del 1932. Esordisce al cinema nel 1961 e da allora gira oltre 150 film, sempre in ruoli da caratterista, aiutato dalla sua fisicità particolare e dal suo particolare modo di parlare e soprattutto di ridere. Negli anni Sessanta lavora con registi come Lucio Fulci, Marino Girolami, Castellano e Pipolo, Umberto Lenzi, Sergio e Bruno Corbucci, spaziando dal musicarello all’horror, dal thriller alla commedia. Luciano Salce lo vuole in due dei suoi film più importanti, Il federale e La voglia matta, entrambi interpretati da Ugo Tognazzi. Un rapporto quello con Salce che continuerà anche nel decennio successivo, che lo vede anche interprete di cult assoluti del nostro cinema come L’esorciccio, Ultimo tango a Zagarol e molti dei film della serie del commissario Gilardi, meglio noto come Monnezza, il poliziotto romano creato da Tomas Milian. Ovviamente non mancano all’appello della sua filmografia le fortunate commedie sexy, genere principe degli anni Settanta, come L’insegnante va in collegio, La liceale nella classe dei ripetenti, L’infermiera di notte, La soldatessa alle grandi manovre. Divide il set in quegli anni con i re del botteghino, da Edwige Fenech ad Adriano Celentano (lo troviamo sia in Innamorato pazzo che Il bisbetico domato, entrambi campioni d’incassi) e negli anni Ottanta incrocia più volta la strada anche di Diego Abatantuono, all’epoca stella in vertiginosa ascesa della comicità italiana, grazie al suo personaggio del “terrunciello”. Gli anni Ottanta sono fortunati anche per la sua partecipazione a Drive In, il mitico programma comico di Italia 1, in cui fa da spalla a un giovane Ezio Greggio.

Jimmy il Fenomeno e il portafortuna

Ma è per il cinema per cui Jimmy il Fenomeno verrà sempre ricordato, scorrendo la sua lunghissima filmografia ci si accorge che ha veramente attraverso tre decenni di cinema italiano. E c’era una ragione. Quando ancora recitava, su di lui girava una leggenda: quando era scritturato, i film facevano grandi incassi. Sì, portava fortuna. Una diceria, suffragata dal box office, che ebbe anche conseguenze surreali: non erano pochi, infatti, i presidenti e i dirigenti di squadre calcistiche che lo invitavano negli hotel sede delle sessioni di calciomercato. Proprio per approfittare di quella buona sorte di cui sembrava portatore inesauribile.

Diabetico, viveva da 6 anni su una sedia a rotelle nell’Istituto Casa per coniugi di Milano. “Sono caduto in disgrazia” dichiarò poco tempo fa al sito di Tv Sorrisi e Canzoni. Voleva chiedere la legge Bacchelli, riconoscimento assistenziale che va a chi si “è distinto nel mondo dell’arte, della cultura, dello spettacolo e dello sport”. Si lamentava, detratte dalla pensione sociale e d’accompagnamento le tante spese, di dover vivere con 120 euro al mese e così, con il fratello Mario e un amico hanno chiesto aiuto su Facebook. Con tanto di carta Postepay a raccogliere i fondi, perché “ho portato gioia a tanta gente e se tutti i fan che dicono di adorarmi versassero anche solo un euro, la mia vita cambierebbe”. C’è chi sosteneva, opponendosi, che quella legge non può valere per chi ha fatto del cinema di serie b, cosiddetto trash. Lui rispose da par suo “solo gli stupidi sottovalutano i benefici della comicità e del sorriso. Ho avuto molto dallo spettacolo ma credo che questo paese mi debba qualcosa”. Purtroppo la malattia gli ha impedito di ottenere quello che riteneva un giusto riconoscimento al suo lavoro.

Chissà se ora il suo bizzarro desiderio verrà esaudito. Dichiarò, infatti, di voler essere imbalsamato ed esposto al “Victor Bar” di Riccione. Anche questa, chissà, una leggenda. Oppure una delle tante “follie” di Jimmy, che rifiutò Fellini ne La voce della luna per una comparsata, una promessa fatta a Mariano Laurenti per Pierino torna a scuola.

Lo salutiamo ricordando i suoi applausi scroscianti a Sanremo e quella risata fragorosa, sguaiata. E quella faccia che per anni lo ha fatto essere il jolly, anzi il joker dei caratteristi italiani.

About Alessandro De Simone

Direttore Editoriale di Talky! Movie. “Scrivo. Per me, per i giornali per cui lavoro. E anche per quelli con cui non lavoro, che pubblicano decine di miei pezzi ogni giorno quando invio loro i comunicati dei miei clienti per cui servo umilmente come ufficio stampa. Oggi mi trovate sfogliando Gioia, Io Donna, L’Espresso, La Gazzetta dello Sport, Rolling Stone e molti altri, su carta e non.”

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