mercoledì , 24 Aprile 2019
Oscar 2019 – I vincitori e tutta la notte minuto per minuto

Oscar 2019 – I vincitori e tutta la notte minuto per minuto

Oscar 2019 e siamo qui, per raccontarvi quello che abbiamo già detto essere una inutile notte insonne. E quindi ragione di più per stare con noi. Iniziamo tra pochissimo.

Intanto potete rinfrescarvi un po’ la memoria con il nostro ultimo articolo che vi ricorda le puntate precedenti.

E soprattutto con le previsioni del nostro direttore responsabile Thomas Cardinali.

Per il resto della notte ci sarò io, Alessandro De Simone, a raccontarvi gli Oscar qui. Ma come, direte voi, non su Facebook, Twitter, Instagram, Qualunquegram?

No, perché per quello ci sono già un sacco di fenomeni. Se volete stare qui con noi, ci state. Altrimenti buon divertimento.

Ma se state qui, RICORDATE DI RINFRESCARE LA PAGINA OGNI PAIO DI MINUTI

RED CARPET: si parte, iniziano le prime interviste, bello vedere Willem Dafoe, candidato all’Oscar come migliore attore per A t Eternity’s Gate, il biopic su Vincent Van Gogh. In bocca al lupo, per un attore che è oltretutto mezzo italiano d’adozione, essendo sposato con la regista Giada Colagrande.

Domanda, rispondete sulla nostra pagina FB: state guardando TV8 in diretta?

Accidenti, sono tutti in attesa di vedere lo straccetto che sfoggerà Lady Gaga! Evviva il cinema!

La pubblicità della Rolex sarà probabilmente la cosa migliore della serata. Grazie Martin Scorsese, James Cameron, Alejandro Inarritu e Kathryin Bigelow per sapere esattamente che ora è.

Linda Cardellini si è presentata in un tripudio di piume rosse. Lontani i tempi di Scooby Doo, ma noi ce lo ricordiamo ancora… In ogni caso, anche se un piccolo ruolo, la ricorderemo in Green Book, nei panni della moglie di Viggo Mortensen.

Richard E. Grant al settimo cielo. E comunque, non preoccuparti Richard, per noi sarai sempre Whitnail, chi se ne frega di Hollywood.

Melissa McCarthy veramente magnifica, con un abito pantalone B&W. Ci vuole stile, poco da dire.

Michelle Yeoh è quanto di più vicino al concetto di divinità.

Ci dicono che molte donne hanno optato per il pantalone quest’anno. Interessantissimo…

Il red carpet degli Oscar ricorda molto Via del Corso a Roma il sabato pomeriggio.

Tutti si interessano a una sconosciuta bomboniera, ma nel frattempo Diane Keaton stava passeggiando, elegantissima sul red carpet. Annie Hall, ma che ne devono sapere…

Dicono che questo è il momento più entusiasmante e noi siamo fortunati…

Awkafina, protagonista di Crazy Rich Asians, e prossima protagonista di Jumanji, in tailleur giacca e pantaloni viola chiaro. Se qualcuno ha visto il film per sbaglio a fine agosto scorso, complimenti!

Regina King, candidata per Se la strada potesse parlare, a poche ore dalla vittoria agli Spirit Awards, magnifica con un abito bianco senza spalline.

Gianni Canova non è poi così entusiasta di Roma. Voi siete d’accordo?

Ok, Tina Fey, Amy Poehler e Maya Rudolph, il meglio del Saturday Night Live che vedremo più tardi per presentare uno dei premi. Bellezza, talento, intelligenza. Donne magnifiche.

Glenn Close, che speriamo torni a casa con Oscar, assolutamente meravigliosa con un abito kimono dorato. Dopo lo Spirit Award di ieri notte, è arrivato il momento di celebrare una delle migliori attrici degli ultimi 40 anni.

Amanti di Game of Thrones. è arrivata Emilia Clarke. Ed è bellissima! Ed è la regina dei draghi, parente di quello, figlia di quell’altro, zia di quello lì… insomma, avete capito…

In rapida sequenza, Sam Rockwell ed Helen Mirren. Difficile reggere a tanta figaggine tutta insieme.

In ogni caso, se state seguendo questa diretta qui e non sui social, avete sicuramente un interesse particolare sul cinema. Una cosa molto interessante è quanto si stia parlando, durante il red carpet di Crazy Rich Asians, uno dei maggiori e inaspettati successi dell’anno. Lo stanno coccolando, perché Hollywood sa che la sua salvezza sarà il mercato asiatico, quello cinese in particolare.

Melissa McCarthy, appena appellata come “la migliore comica di tutti i tempi“. Meno male, pensavo che solo in Italia non ci fosse più il senso della misura.

Willem Dafoe in total black è di un’eleganza imbarazzante.

Fino a questo momento, si giustifica decisamente l’emorragia di ascolti…

Amy Adams, che non vincerà niente neanche questa sera, alla millemillesima candidatura, vuole comunque farsi ricordare, in un abito sirena che esalta la sua straordinaria bellezza.

Dopo un paio di minuti di Bohemian Rhapsody mi sono dimenticata che stavo guardando Rami Malek“… Levateje er vino, come si dice ai Castelli Romani.

Comunque questo gioco su chi è l’attore e l’attrice più ricca, sarà pure glamour e gossip, ma è pure un po’ di cattivo gusto…

James McAvoy dovrebbe parlare scozzese per far sentire i suoi interlocutori imbecilli quanto le loro domande.

Ehi, scusate, non lo avevo visto bene il vestito di Glenn Close.

Ehi, ok Charlize…

Charlize Theron al red carpet degli Oscar 2019

Jason Momoa e Lisa Bonet sono una coppia a dir poco meravigliosa.

Helen Mirren

Elsie Fisher, protagonista del bellissimo Eight Grade, si diverte sul red carpet

Bradley Cooper intervistato sul tappeto rosso stranamente non si lamenta di non essere candidato per la regia. Deve avere fatto un training durissimo.

J.Lo, Rami Malek e Rachel Weisz. Scusa Rami, non è colpa nostra, il Twitter degli Oscar ha deciso di scherzarti.



Comunque, il red carpet è stato sotto tono come si è preannunciata tutta questa edizione degli Oscar. E infatti mi sto chiedendo perché non stiamo andando tutti a dormire per protesta.

Ah no, scusate, perché ho appena visto Allison Janney.

Si parte, malissimo, con quello che canta con i restanti Queen che stecca male.

Davvero una performance imbarazzante per quelli si ostinano a chiamarsi Queen con Adam Lambert che non ha azzeccato una nota neanche per sbaglio. Standing ovation. Possiamo anche andare a dormire.

Interessante vedere nella clip iniziale molti film che non sono stati presi in considerazione dall’Academy, ma che sono senz’altro molto migliori di quelli candidati. Roba davvero da psicanalisi.

Tina Fey, Amy Poehler e Maya Rudolph aprono la notte degli Oscar con “triologo” davvero magnifico, e per presentare il premio come migliore attrice non protagonista.

E l’Oscar va a… Regina King per Se la strada potesse parlare!

Regina King doppia il premio vinto 24 ore fa agli Spirit Awards. Ringrazia tutti, e sul palco arrivano Helen Mirren e Jason Momoa. Che coppia!

Insieme per premiare il miglior documentario che è… Free Solo! Meritatissimo!

Tom Morello presenta Vice, candidato come miglior film. Ed è subito Guitar Hero Challenge.

Miglior trucco e acconciatura, il premio va a… Vice, l’uomo nell’ombra.

Scelta molto istituzionale, avrebbe meritato di gran lunga di più Border, in cui il lavoro di trucco è assolutamente necessario allo sviluppo stesso del racconto.

Melissa McCarthy arriva sul palco vestita da regina d’Inghilterra in stile La Favorita per presentare il premio per i migliori costumi. Indovinate chi vincerà?

E invece no, vince BLACK PANTHER!!!!

La tendenza, come quella degli Spirit, sembra essere quella di una serata di premi molto politicamente corretti. Già due premi “black”, vedremo come procederà la serata.

Intanto, come avevamo previsto, nonostante la magnificenza della presenza e dell’abito, alla sesta candidatura Amy Adams resta ancora a bocca asciutta.

Jennifer Lopez e Chris Evans, decisamente una bella coppia per presentare la migliore scenografia.

E l’Oscar va a… ancora BLACK PANTHER!

Si va di corsa stasera, segno che l’Academy vuole restare davvero nelle tre ore, che sembrano comunque un’enormità. Arriva Tyler Perry per il premio per la migliore fotografia.

E l’Oscar va, come scontato, ad Alfonso Cuaron per Roma!

Terzo Oscar personale per Alfonso Cuaron. E probabilmente non sarà l’ultimo per stasera.

Emilia Clarke presenta la prima canzone candidata, e scherza sul suo personaggio in Game of Thrones. Detto ciò, Jennifer Hudson, premio Oscar per Dreamgirls, canta magnificamente I’ll Fight, anche lei non senza qualche incertezza dal vivo.

Serena Williams presenta A Star is Born come candidato a miglior film.

Arriviamo ai premi per il suono, partendo dal Sound Editing che va a… Bohemian Rhapsody

E per il miglior sonoro l’Oscar va a… ancora a Bohemian Rhapsody

Angela Bassett e Javier Bardem presentano il premio per il miglior film straniero, e ovviamente l’attore spagnolo sottolinea che non ci sono muri che possono fermare l’arte. Un chiaro attacco al presidente Trump.

E l’Oscar va, come tutti aspettavamo, a Roma di Alfonso Cuaron.

Quarto Oscar personale per Alfonso Cuaron che non si spinge in un discorso di ringraziamento politico. E adesso la migliore canzone tratta da Il ritorno di Mary Poppins, The Place Where the Lost Things Go, cantata, magistralmente questa volta, da Bette Midler.

Dopo la presentazione di Trevor Nunn di Black Panther come miglior film, passiamo al premio per il miglior montaggio, presentato da un magnifico Michael Keaton.

E l’Oscar va a… Bohemian Rhapsody, John Ottman!

Terzo Oscar per il biopic su Freddie Mercury, e probabilmente non sarà l’ultimo. Ma c’è la sensazione che forse sia un po’troppo…

Daniel Craig e Charlize Theron portano sul palco una quantità di bellezza insostenibile. Quindi concentriamoci sul miglior attore non protagonista.

E l’Oscar va a… Mahershala Ali per Green Book!

Laura Dern arriva sul palco con la colonna sonora di Jurassic Park. Fino a questo momento la cosa migliore della serata… Per presentare il museo dell’Academy, che sarà prima o pronto…

Michelle Yeoh e Pharrell Williams presentano il premio per il miglior film d’animazione.

E l’Oscar va a Spider-man: into the Spider-Verse

Ok, Mike Myers e Dana Carvey resteranno nella storia per essere il miglior momento della peggiore notte degli Oscar di tutti i tempi. Ovviamente per presentare Bohemian Rhapsody come miglior film. Con una scena di Fusi di testa, O meglio. LA scena.

Awkafina e John Mahoeny, esordienti agli Oscar, presentano il premio per il miglior cortometraggio d’animazione. In maniera francamente imbarazzante.

E l’Oscar va a… Bao, ovviamente, Pixar Animation.

Purtroppo la stessa coppia resta, senza far ridere proprio come prima, anche per il miglior corto documentario, che va a Period. End of Sentence. Un corto sulle mestruazioni. E straordinario.

Diego Luna e lo chef Jose Andres presentano Roma, candidato per il miglior film. Una ricetta con tutti gli ingredienti ben equilibrati.

Paul Rudd e Sarah Poulson presentano il premio per i migliori effetti visivi. E l’Oscar va a… First Man!

Questa un po’ una sorpresa, vista la presenza nella categoria di film in cui l’utilizzo degli effetti visivi era davvero massiccia. Evidentemente si è voluta premiare la verosimiglianza con gli eventi che hanno portato alla conquista della Luna. Per certi versi, un premio politico anche questo.

Ed è arrivato il momento di Bradley Cooper e Lady Gaga che eseguono insieme Shallow.

Bradley è diciamo emozionato… mettiamola così…

Comunque si faceva prima a dargli l’Oscar un mese fa e risparmiarsi anche questi tre minuti.

Oscar per il miglior cortometraggio a SKIN. Meritatissimo.

Samuel Jackson e Brie Larsson insieme sul palco, e Jackson annuncia a Spike Lee che i New York Knicks hanno vinto dopo otto sconfitte. E poi, ecco il momento della migliore sceneggiatura originale.

E l’Oscar va a… Green Book!

Premio a sorpresa, ma molto giusto, per un film che proprio nell’ottima scrittura ha il suo punto di forza.

Per la sceneggiatura non originale, vince invece BLACKKKLANSMAN!!!!

Il primo Oscar nella carriera di Spike Lee, un momento storico per il cinema americano.

Tessa Thompson e Michael B. Jordan, le star di Creed, presentano il premio per la migliore colonna sonora.

E l’Oscar va a… BLACK PANTHER

Terzo Oscar per il Marvel movie. Tanta simpatia, ma anche tanta generosità.

E adesso è il momento del premio alla migliore canzone. E ovviamente va a Shallow, e Lady Gaga sale sul palco per il suo discorso di ringraziamento.

Con la teatralità che da sempre la contraddistingue…

Ed è arrivato il momento più bello e commovente di ogni cerimonia, l’In Memoriam, quest’anno con orchestra dal vivo.

E tra i primi nomi e volti c’è il Maestro Ermanno Olmi, e dopo poco Bernardo Bertolucci. E Vittorio Taviani.

E ci rendiamo conto tutto a un tratto che il nostro cinema ha perso quest’anno davvero tre dei suoi più grandi autori.

Arriva sul palco Sua Maestà Barbra Streisand. Che presenta Blackkklansman. “La verità è particolarmente preziosa in questi giorni”. Ed è vero, ovunque. E Miss Streisand ha davvero amato lo splendido film di Spike Lee.

Arriva il momento dell’Oscar per il migliore attore protagonista.

E l’Oscar va a… Rami Malek per la sua performance nei panni di Freddie Mercury in Bohemian Rhapsody.

Commovente e sentito il discorso di Rami Malek, che soprattutto ricorda il suo essere figlio di immigrati egiziani e americano di prima generazione. Davvero molto toccante, anche il ringraziamento a Lucy Bolton, sua partner nel film e anche nella vita.

Frances McDormand e Sam Rockwell presentano l’Oscar per la migliore attrice. Che va a Olivia Colman, molto brava in La Favorita, ma questo sembra essere davvero uno sgarbo a Glenn Close.

Guillermo Del Toro, in quanto vincitore l’anno scorso, presenta il premio per la migliore regia.

E l’Oscar va ad… Alfonso Cuaron

Quinto Oscar personale per il regista messicano. E manca un passo per entrare nella storia…

Sarà Julia Roberts ad annunciare l’Oscar come Miglior Film dell’anno.

E l’Oscar come Miglior Film dell’anno va a…Green Book!!!!!

E finiscono qui gli Oscar 2019, con una grande sorpresa, che rientra comunque in una precisa linea mantenuta per tutti i premi di quest’anno.

E di cui parleremo più tardi. Intanto grazie a tutti e… buongiorno!

About Alessandro De Simone

Direttore Editoriale di Talky! Movie. “Scrivo. Per me, per i giornali per cui lavoro. E anche per quelli con cui non lavoro, che pubblicano decine di miei pezzi ogni giorno quando invio loro i comunicati dei miei clienti per cui servo umilmente come ufficio stampa. Oggi mi trovate sfogliando Gioia, Io Donna, L’Espresso, La Gazzetta dello Sport, Rolling Stone e molti altri, su carta e non.”

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